barbecue

A Chanchun nel Jilin in occasione della giornata internazionale contro l’abuso di sostanze stupefacenti, la polizia ha bruciato 900 Kg di droga.
Links: Chinanews, Sohu, news.xwh, 365jilin (con foto).

il BBQ
Artist rendition del BBQ del 1839

Cose del genere capitano tutti gli anni intorno a questa data, il 26 Giugno, che è l’anniversario del 虎门销烟 (hǔménxiāoyān) “Distruzione dell’oppio di Humen” del 26 Giugno 1839, uno degli eventi che scatenarono le guerre dell’oppio tra Cina e Inghilterra.

il BBQ
Il monuento di Humen

A ordinare la distruzione a 虎门 (Humen) fu il funzionario imperiale 林则徐 (Lin Zexu) eliminando tra le fiamme 1.2 milioni di Kg di oppio.
Un quantitativo di stupefacenti veramente… stupefacente!
Ci volle più di un giorno, anzi quasi un mese; il 26 è la data in cui finirono il lavoro.
Non sono noti i commenti di chi abitava sottovento al rogo ma alcune fonti riportano un prolungato radunarsi di giovani con chitarre e capelli lunghi.

9: fuoco

隔岸观火 (gé’ànguānhuǒ)


stratagem 9
Stratagemma 9: 隔岸观火

Ben due post di stratagemmi di seguito, mai successo!
Lo stratagemma 9 recita: 隔岸观火 (gé’ànguānhuǒ), letteralmente significa “Contemplare il fuoco stando dall’altra parte del fiume”; i vocabolari lo traducono semplicemente come “view somebody’s trouble with indifference”.
Il vero significato come al solito sta un po’ più oltre, e cioè nel consigliare di non intervenire troppo presto nelle dispute ma invece di aspettare con comodo che eventuali conflitti interni indeboliscano l’avversario.
Non so se questo stratagemma sia noto anche ai vertici del governo U.S.A. ma a ben guardare si direbbe proprio di sì, considerato il ritardo nell’intervento nella la prima e seconda guerra mondiale, e molte altre.
Pare che sia stato George Washington il primo a consigliare di non lasciarsi invischiare nelle guerre combattute dagli stati europei, da lui definiti “litigiosi”.
Lasciamo perdere la geopolitica e veniamo a noi e alle nostre umane faccende.
Personalmente nella vita professionale mi è capitato più di una volta di assistere al sorgere nelle alte sfere di fior di supermanager, i quali suonando tamburi e trombe varie proclamavano a gran voce di avere in pugno la soluzione a tutti i problemi, per poi dopo qualche tempo tramontare (a volte pure rumorosamente) nell’oblio.
Ora sarà che quando si è a mezzo mondo di distanza dalla madrepatria le cose sembrano comunque un po’ distanti, o sarà che dopo tanti anni un po’ di saggezza popolare cinese sarà penetrata per osmosi anche nella mia impervia cervice, ma mi sembra che da quando sono in Cina mi sembra di stare sempre a guardare un gran fuoco che in Italia brucia poderoso e non accenna a calmarsi.
Tutti lì a farsi delle gran guerre l’un con l’altro, e grandi urla e agitare di braccia a tutti i livelli, dal governo all’azienda.
Certo se fossi un cinese non mi preoccuperei troppo dei “litigiosi” occidentali…