Monthly Archives: January 2014

console

Mi sono imbattuto in una notizia che per i più sarà di poco interesse ma che secondo me merita di essere menzionata.
Questo link: http://www.gov.cn/zwgk/2014-01/06/content_2560455.htm punta ad una prosopopea di linguaggio legalese prolisso nella maniera tipica degli annunci ufficiali del governo cinese.
Si tratta di una notifica diretta alla zona di libero scambio di Shanghai riguardante la modifica di precedenti regolamentazioni, nell’ottica di progredire verso una maggiore apertura degli scambi commerciali (forese mi sto facendo contagiare dalla retorica comunista?).
Quello che vorrei portare all’attenzione dei miei stimati lettori è un pezzettino che sta in fondo, l’articolo 32:

允许外资企业从事游戏游艺设备的生产和销售,通过文化主管部门内容审查的游戏游艺设备可面向国内市场销售
Permettere alle imprese straniere che conducano produzione e vendita di apparecchiature di gioco e intrattenimento, previo esame dei contenuti da parte delle autorità competenti del ministero della cultura, di effettuare vendita sul mercato interno delle apparecchiature di gioco e intrattenimento.

Viene poi citata la disposizione corrente (del 2000) nella quale si proibiva l’importazione e la vendita di qualsivoglia gioco ti tipo arcade, console et similia.
Infine c’è la decisione di togliere temporaneamente il bando, in attesa di regolamentazioni più precise da parte del ministero della Cultura..
Quindi tutti quelli che avevano comperato la Wii al mercato nero possono ora sbandierarla liberamente!
Parliamoci chiaro, non è che prima ci fossero chissà quali controlli, solo che le console non si trovavano al supermercato e per averne una bisognava sbattersi un po’.
Adesso invece sembra che sarà liberalizzato anche questo settore di mercato.
Il primo pensiero è questo e simili bandi in passato sono stati giustificati con la scusa di proteggere le giovani menti cinesi dalla decadenza occidentale, mentre in realtà tutti sanno che ad essere protette sono solo le tasche degli speculatori cinesi dietro ai vari cloni di facebook, youtube etc…
Questo vuol forse dire che in Cina non si è riusciti a realizzare delle console di fabbricazione cinese in grado di reggere la concorrenza americana e giapponese?
oppure che nel mercato delle console non ci sono molti soldi da fare?
Ai posteri l’lardua sentenza…

lucchetti

Dato che abitiamo in una città di mare, un giorno di fine estate decidemmo di andarcene alla spiaggia.
Allora caricai la macchina di seggiolini, passeggini, pannellini, patelli e quant’altro è necessario per un piacevole gita in famiglia, e percorremmo i 10 minuti di macchina che ci separano dalla spiaggia “bella”.
Una volta arrivati mi accinsi a posteggiare per bene la macchina, tutto preso a pensare alle imminenti operazioni di sbarco truppe, quando mi arrivò dall’Italia una di quelle telefonate che possono fare una bella differenza.
Una telefonata da non perdere, insomma, anzi una di quelle occasioni in cui è assolutamente necessario dimostrare prima di tutto solerzia e poi anche un certo aplomb.
Per cui senza pensarci due volte inchiodai la macchina dove stava,
pronunziai il mio migliore e più professionale “Pronto?”, poi pensai che sarebbe stato meglio allontanarsi un attimo dal sottofondo di urla, strilli, rimproveri e pianti che accompagnano ogni famiglia con bambini in gita.
Ora la mia macchina ha questa caratteristica: se le porte sono tutte chiuse tranne una, e questa viene chiusa malamente, allora scatta un blocco di sicurezza che sigilla tutto ermeticamente.
Immaginatevi la sequenza degli eventi: macchina in posizione diciamo “discutibile”; papà che senza preavviso schizza fuori dalla macchina; truppe allibite che iniziano le operazioni di sbarco senza la dovuta disciplina. Cosa poteva succedere?
Chiaramente, vennero chiuse tutte le porte tranne una, che venne solo accostata.
Click.
Risultato: macchina sigillata, chiavi dentro, truppe allo sbando.
Solo a telefonata conclusa mi resi conto della gravità della situazione.
Una veloce telefonata al concessionario confermò i nostri più atroci sospetti, e cioè che era impossibile aprire la macchina senza avere la chiave e loro non avevano nessun tipo di passe-partout.
Niente chiave di scorta, per ragioni che per essere esposte richiederebbero dozzine di post.
La soluzione proposta dal concessionario ufficiale: rompere un vetro con un sasso.
“Tanto”, ci dissero, “il vetro nuovo costa solo 1200 RMB”.
Vacillai un attimo al pensiero di rompere volontariamente un vetro alla mia adorata macchina, ma visto che non c’era altra via d’uscita, a malincuore mi misi alla ricerca del sasso adatto.
Poco distante lo trovai, in mezzo all’erba; un sasso anonimo, tondeggiante, abbastanza pesante da sfondare il vetro ma anche abbastanza leggero per poterlo impugnare bene. Aveva anche una protuberanza da una parte, sembrava fatto apposta.
Impugnai lo strumento di distruzione, mi misi in posizione davanti al vetro prescelto e rimasi lì fermo come un baccalà.
Mia moglie mi guardo con la sua aria “Beh?”, e a quel punto le dissi: Perchè non proviamo con un “开锁 (kāisuǒ)?”

Pubblicità di aprilucchetti

Pubblicità di aprilucchetti


Bisogna sapere che in tutta la Cina aprire i lucchetti è una onorata professione, e dovunque si vedono pubblicità del tono “L’aprilucchetti di quartiere”, “Siamo registrati al posto di polizia”, “Apriamo qualsiasi tipo di lucchetti” e così via.
Ragionammo che tanto chiedere non costava niente, per cui chiamai un numero che avevo visto più volte nelle pubblicità e che era facile da ricordare perché stranamente simile al numero della Bestia (nomen omen?).
Rispose una voce da ragazzetto ventenne, il quale ascoltò senza interrompere la lista delle mie disgrazie.
Pubblicità di aprilucchetti

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Alla fine mi chiese: “Marca e modello?”
Io: “Honda CRV.”
- “Che anno?”
- “2009.”
- “Non c’è problema. Dove siete?”
- “Siamo in via tale e talaltra, nel parcheggio etc.. etc…”
- “20 minuti e sono lì.”
Chiusi la chiamata con un’espressione inebetita, che si mantenne credo per tutti i 20 minuti successivi.
Ad un certo punto si avvicinò quello che, vedendolo da lontano, avevo creduto essere uno scavezzacollo qualasiasi; su un motorino in condizioni pietose, capelli mezzo lunghi, sigaretta pendente da un lato, abiti molto molto casual.
Si fermò, si fece condurre al capezzale e dopo un’occhiata alla macchina mi fece firmare una liberatoria dove dovetti indicare i miei dati.
Confesso che ero abbastanza preoccupato e gli feci domande come “Ma siamo sicuri che dopo funzionerà ancora?”, “Non è che si rompe la serratura?”; lui però con fare rassicurante mi rispose che non c’era nessun problema.
Dopo un’ulteriore rassicurazione sul fatto che lui e la ditta erano registrati al posto di polizia, finalmente si mise all’opera.
Da una bisunta scatola di metallo tirò fuori un portachiavi dove al posto delle chiavi c’erano dei grimaldelli, quindi una piccola pinza; si mise di fianco alla macchina e incominciò a infilare i ferri nella serratura.
Non esagero, gli saranno bastati tenta secondi, non di più. Una tiratina, una sistematina; scrolla di qui, spingi di là, improvvisamente clac! La portiera era aperta.
Costo totale dell’operazione: un centinaio di RMB.
In preda all’ebbrezza derivante dalla felice soluzione del problema, al momento non pensai alle conseguenze dell’accaduto.
Va bene, sei registrato al posto di polizia e tutto.
Ma se cambi città?
Se decidi di trasferirti in Italia?
Pubblicità di aprilucchetti

in rosso: apro lucchetti. In verde: spurgo scarichi. In giallo: Entrambi!