Monthly Archives: January 2011

Classifica

La competizione si è conclusa, e nonostante abbia pubblicato la notizia solo pochi giorni prima della conclusione del concorso, sono arrivato sedicesimo!
Mi è arrivata una mail dicendo che posso esporre questa luccicante targhetta:


IX11 - Top 100 International Exchange and Experience Blogs 2011

C’èanche una mappa con la disposizione geografica dei vari partecipanti:



Grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno votato!

7: nulla

Oggi presentiamo lo stratagemma numero sette:

无中生有 (wú zhōng shēng yǒu)

stratagem 20
Stratagemma 7: 无中生有


Pare che sia un detto di antica origine, tramandato addirittura da 老子 (Lǎo Zǐ):“天下万物生于有,有生于无。”
È stato poi ripreso anche da 孙子 (Sūnzǐ) nella 孙子兵法 (Sūnzǐ Bīngfǎ) “L’arte della guerra”.
Generalmente nei siti occidentali viene liquidato con “Create something from nothing”; Wikipedia dice:

One method of using this stratagem is to create an illusion of something’s existence, while it does not exist. Another method is to create an illusion that something does not exist, while it does

Il che vuole dire tutto e niente.
Le fonti cinesi dicono 虚虚实实 (xūxūshíshí), “mischiare il vero e il falso”; più in dettaglio si tratta di creare una situazione nella quale il nemico non sappia più cosa è vero e cosa non lo è, piombando in uno stato di confusione e finendo con il diventare facile preda di un rapido attacco.
Penso che questo genere di situazione faccia parte della vita di tutti i giorni di chiunque.
Mi riferisco in particolare ai media, e nello specifico alle televisioni.
Personalmente già da molti anni ho sviluppato una potente allergia verso tutto l’universo mediatico popolato da veline, scandali, politica, bunga bunga zumzum eccetera.
Il panorama che ne emerge è ben triste, e penso che sia evidente come tutta questa fuffa serva in realtà a sviare l’attenzione generale dalle vere porcherie tramate dai marci individui che tirano i fili dei burattini.
Cari lettori, i suddetti individui mettono in pratica lo stratagemma sette sotto i nostri occhi (coperti da fette di mortadella molto spesse), ogni santo giorno!
E non solo in Italia, ma dovunque. Cina, America,non si salva nessuno.
Consiglio a tutti la visione di “Bowling for Columbine” di Michael Moore, specialmente le sequenze sul Canada verso la fine del film.
In Cina ci sono poi personaggi che fanno di questo stratagemma la loro ragione di vita, inconsciamente o meno.
Personalmente mi capita molto molto spesso di dovermi confrontare con dei gaglioffi che per dimostrare la loro presunta importanza gonfiano a dismisura intoppi insignificanti per poi annunciarne trionfalmente la risoluzione, con la stessa espressione di qualcuno che avesse ammazzato dozzine di draghi a mani nude.
Molte volte i problemi sono proprio inventati di sana pianta; c’è una sola costante: regolarmente, è impossibile scoprire la verità.
Questo tipo di strategia viene adoperato a piene mani dal vasto popolo degli incaricati del governo.
Specialmente sotto le feste, sono sempre allibito alla vista della processione dei questuanti che bussano alla mia porta chiedendo praticamente la carità.
Essi praticano l’abuso di potere come stile di vita. Il copione è sempre lo stesso.
Per salvare il minimo di faccia che ancora gli rimane, ad ogni richiesta si portano appresso un problema più o meno inventato e ne millantano le funeste conseguenze.
C’è sempre la minaccia della multa esorbitante, della pubblicazione sui giornali e telegiornali con facce, nomi e cognomi, e conseguente onta; nessuno vorrà più fare affari con l’azienda, i fornitori fuggiranno come conigli presi a schioppettate, i dipendenti svaniranno come d’incanto per non tornare mai più, eccetera eccetera.
“È successo l’anno scorso ad una azienda giapponese! I loro manager sono dovuti tornare in Giappone e hanno fatto harakiri! Abbiamo dovuto chiamare Pechino!”
Chiaramente le loro abilità e soprattutto conoscenze in alto loco potranno invece risolvere tutto in un lampo, da buoni amici.
Guarda caso in questi giorni c’è la colletta per i brufoli dei coccodrilli zoppi, un’iniziativa di primaria importanza che tutti conoscono.
Senza dubbio un’azienda importante come la vostra non potrà esimersi da un contributo…
Giuro che ne ho visti entrare con in mano due fogli, uno con la presunta irregolarità e uno con la richiesta di sottoscrizione a qualche colletta.
Devo ammettere che le prime volte mi ero veramente spaventato.
Dopo un po’ però la regolarità della cosa mi ha insospettito, e oggi cerco di dare a questi eventi il giusto peso, e rcordare lo stratagemma numero sette.

p.s.
nella figura c’è scritto 捐款 (juānkuǎn) “donazione”

Nomination

Mossi da non si sa quale caritatevole spirito, i simpatici signori di lexiophiles mi hanno avvisato che il blog è stato nominato per partecipare ad un concorso: “Vote the best IX11 blog”.
Mi hanno mandato una mail dicendo che posso mettere questo pulsante che rimanda al form per il voto:


 Vote the best IX11 blog

Che dire… votate, votate!
Oppure potete cliccare solo per andare a vedere quali sono gli altri 220 blog elencati, sembrano tutti molto interessanti.
grazie a tutti

microblogs

Tutti sanno che internet in Cina è censurato, anche se come al solito la versione ufficiale parla di armoniosa cooperazione, con interi papiri di retorica socialista che in questa modesta sede non stiamo ad esaminare.
Fattostà che facebook in Cina è bloccato, e così pure youtube, varie testate giornalistiche inglesi ed americane, blogger, HRW, Amnesty, splinder, eccetera eccetera.
Il web all’interno della cina è pure soggetto ad accurata censura: sulle pagine Web cinesi non sono permesse parole come “protesta”, “diritti umani”, “dittatura”, “dispotismo”, “oppressione”, vari nomi propri di dissidenti, Falun gong eccetera eccetera, tutte cose che cautamente scrivo in italiano per evitare di essere censurato anche io ;-)
I soliti maligni mormorano che in alcuni casi non si tratta affatto di salvaguardare le virtuose menti cinesi dalla contaminazione delle ideologie occidentali, ma che invece sia questione di soldi e basta.
In fondo è logico… Perché lasciare che dei grassi americani (va bè, magari non sono tutti grassi, ma rende bene l’idea) si accaparrino uno dei maggiori mercati del mondo quando ci sono soldi a palate da fare per gli imprenditori cinesi?
Basta copiare le idee che funzionano, fare la versione cinese, poi bloccare quella straniera, e il gioco è fatto, non si può sbagliare.
Del resto il trucco ha funzionato perfettamente con il famigerato QQ, nato come spudorato clone di ICQ (quest’ultimo oramai quasi caduto in disuso, a quanto ne so).
Tra parentesi vorrei consigliare a tutti quelli che studiano la lingua cinese di installare immediatamente QQ e incominciare a chattare con i cittadini del Celeste Impero. Lo so che QQ è un “virus magnet”, ma volendo c’è anche la versione web che funziona da browser senza bisogno di installare niente.
Comunque, ecco quindi nascere i vari cloni dei siti americani, per esempio 开心网 (kāixīnwǎng) Kaixin, cioè il clone cinese di facebook; 优酷 (yōukù) Youku, il clone di youtube.
In realtà di siti video streaming ce ne sono molti, per esempio 土豆网 (tǔdòu wǎng) Tudou, 56.com solo per citare i due che vanno per la maggiore.
Visto che l’idea funzionava così bene, a questo punto non poteva mancare il clone di twitter; infatti il twitter americano è stato prontamente bloccato, e immediatamente molti siti hanno incominciato a proporre la loro versione di microblog, o come lo chiamano loro: 微博 (wēibó).
I più gettonati sono quello del portalone 新浪 (xīnlàng) sina.com, nonché lo stesso QQ, 搜狐 (shōuhú) souhu e compagnia cantante.
In questi ultimi mesi (beh, sarà un annetto ormai), a causa di questi microblog il panorama di internet in Cina ha subito una specie di rivoluzione.
Le caratteristiche dei “tweets” sono la velocità, la concisione e l’essere presenti dovunque, non solo sui computer ma sui cellulari (e questo significa proprio TUTTI, “everyone and his dog”).
Ecco combinata la frittata: come la censuri una cosa del genere?
Come fai ad imbrigliare uno tsunami di miliardi di messaggini che sgusciano dappertutto alla velocità della luce e portano alla luce verità compromettenti?
Lasciamo stare la critica al governo, crimine che comunque nessuno si sognerebbe mai di commettere (tanto non servirebbe a niente).
Però tutto il sottobosco di corruzione, abusi di potere, pratiche ai limiti della legalità e varie pastoie che finora i cittadini hanno dovuto subire passivamente, ora viene portato alla luce in modo sempre più prepotente tramite questo nuovo modo di comunicare che supera anche i limiti della censura.
Due esempi che valgono per tutti.
1)
我爸是李刚 (wǒ bà shì Lǐ Gāng).
Questa frase è sulla bocca di tutti, e sottolineo tutti nel senso che è un “chinese internet meme“.
La storia in breve è quella di un figlio di papà che ubriaco alla guida della sua macchina di lusso investe due ragazzine, uccidendone una.
Bloccato dai passanti mentre se ne andava senza nemmeno fermarsi, si difende urlando “Provate a fare qualcosa, tanto mio padre è Li Gang”, pensando che come al solito il solo pronunciare nome del potente padre bastasse a risolvere tutto.
Qualche anno fa la cosa sarebbe stata immediatamente insabbiata, i genitori delle vittime azzittiti con offerte di denaro, il colpevole libero come un uccellino. Normale amministrazione, niente di cui stupirsi.
Ora invece è successo che i presenti, cellulare alla mano, hanno fotografato tutto per poi pubblicare l’avvenimento in una miriade di post che sono rimbalzati da un angolo all’altro della Cina.
“Mio padre è Li Gang” è diventato uno slogan riproposto e trasformato in mille forme. Ci hanno fatto anche delle canzoni, alcune anche abbastanza carine.
La questione comunque non si chiuderà in maniera felice, non è possibile, ma comunque stavolta il bulletto non l’ha fatta franca come sarebbe successo in passato.
2)
Altro esempio: il signor 钱运会 (Qián Yùnhuì), capo di un villaggio di campagna che ha lottato per anni contro la vendita illegale di terreno agricolo per speculazione industriale.
Questo (eroico) signore si è battuto per difendere i diritti dei suoi concittadini, è stato oggetto di persecuzioni, è stato gettato più volte in carcere ingiustamente, e alla fine è stato trovato morto sotto alle ruote di un camion.
Normalmente la cosa sarebbe finita lì: terreni finalmente in possesso allo speculatore di turno, la morte spiegata come un banale incidente, nessuno sa niente, tutti contenti.
E invece… un telefonino ha scattato delle foto dell’accaduto, le foto sono finite su internet, i messaggini sono volati, e ora tutti sanno tutto.
Chi non vive qui non può capire cosa vuol dire quando un fatto diventa argomento di discussione a livello nazionale.
Tutti i giornali, tutti i canali ne parlano; si formano tavole rotonde, commissioni di indagine, scattano i gruppi di “flesh hunters” che rintracciano nomi e cognomi, insomma diventa “viral”.
E a volte giustizia viene fatta, come nel caso del funzionario che si becca 13 anni di carcere perché il suo diario è finito online.
Stiamo forse assistendo alla nascita di una nuova forma di democrazia?
Oppure è solo la versione cinese del Gabibbo?
Ai posteri l’ardua sentenza.

carichini (2)

Suonino trombe e tamburi! La notizia del secolo!
Arriva il caricabatteria universale per i cellulari!
Peccato che qui in Cina il “sogno” del caricabatteria universale era già realtà qualcosa come TRE anni fa.
E poi dicono che i cinesi copiano tutto!
E c’è anche gente che dice “Ma no, dai, in Europa la proposta era di due anni fa, sai, sono i tempi burocratici…”
Ma dico?!?!? Sveglia!
Se aspettiamo i tempi burocratici, finiamo come i dinosauri!