Monthly Archives: November 2010

17: mattone

Alcuni degli stratagemmi sono direttamente riconducibili a comportamenti piuttosto comuni, anzi più che stratagemmi oserei quasi dire che sono esempi di vita quotidiana.
Forse li hanno inclusi nell’elenco per completezza?
Secondo me uno di questi è lo stratagemma di oggi:

抛砖引玉 (pāo zhuān yǐn yù) “Gettare un mattone per attirare la giada”

stratagem 17
Stratagemma 17: 抛砖引玉


Dal vocabolario: “Cast a Brick to Attract Jade” oppure “Tossing out a brick to get a jade gem”.
I caratteri:

  • 抛 (pāo) significa “lanciare”, non è molto diffuso ma curiosamente lo conoscevo per motivi di lavoro, nel termine 抛光 (pāoguāng) “lucidatura”. Eh, il mondo (dei caratteri) è piccolo… nonostante le apparenze…
  • 砖 (zhuān) è il mattone o mattonella da costruzione, che si trova in tutte le salse quando si va a comperare il materiale per la ristrutturazione di casa: c’è il 烧结砖 (shāojié zhuān) o 清水砖 (qīngshuǐ zhuān) che è quello rosso, il 地砖 (dì zhuān) o 铺路砖 (pūlùzhuān) che è quello per i pavimenti, i 多孔砖 (duōkǒngzhuān) che sono i nostri “forati”, eccetera.
  • 引 (yǐn) è “tirare verso di sé, attrarre”
  • 玉 (yù) è la giada.

Il lettore superficiale potrebbe pensare che si consigli semplicemente di fare un piccolo investimento per attirare grandi profitti, bella lì, se fosse così facile saremmo tutti ricchi…
Invece bisogna valutare il contesto, e cioè la strategia guerresca, dove un saggio generale di un esercito cerca di ingannare il nemico facendogli credere di poter ottenere una facile vittoria, attirandolo invece in una situazione svantaggiosa.
A me personalmente questo tipo di situazione capita molto spesso.
Per esempio quando mi devo confrontare con un fornitore e voglio abbassare i prezzi, e allora inizio la solita manfrina: “Comunque tenga presente che noi siamo un’azienda straniera…”
“Pensi a quanta ‘faccia’ guadagnerà con la concorrenza…”
“Noi le possiamo garantire l’accesso al mercato internazionale…”
“La nostra è un’azienda in crescita per cui in futuro il volume degli ordini aumenterà…”
Tutte palle, e infatti non è detto che ci caschino, ma di solito tra questi e altri argomenti di persuasione, qualcosina comunque si riesce a portare a casa.
Nella vita quotidiana questa situazione si incontra tutti i giorni, basta pensare alle scritte che si vedono sui prodotti al supermercato.
“15% di prodotto GRATIS in più!” — Sì ma intanto te lo sei comperato tutto…
Oppure: “NOVITÀ! Con BIFIDO ATTIVO!” — Scusa? Bifido che?
Qui in Cina sono un passo avanti, e per esempio al prodotto che vogliono promuovere (o in scadenza) attaccano con il nastro adesivo una tazzina di plastica o qualche altro ammennicolo ugualmente trash in regalo.

Latte+yoghurt
Latte + yoghurt

invenzioni

Ho letto con estremo interesse il dettagliatissimo(*) articolo di cinaoggi, e ho scoperto che di articoli così ce ne sono una marea, ne cito solo un paio: uno, due.
Non ho certo in mente di sindacare la paternità di traguardi dell’umanità significativi come le bevande fermentate o la forchetta, bensì vorrei esaminare un attimo il discorso di fondo.
Domanda: qualcuno ha mai sentito parlare di un elenco delle grandi invenzioni francesi, o tedesche?
Certo su internet se ne trovano, cionondimeno non mi risulta che per celebrarle si suonino trombe e tamburi ad ogni piè sospinto, né che vengano scritti libri e tenute tavole rotonde sull’argomento, né che tali elenchi siano stati presi come spunto per cerimonie di apertura di Olimpiadi.
Anzi vediamo per una volta le grandi invenzioni NON cinesi:

  • L’alfabeto (hi, hi, so già che questo punto farà scaldare molti animi)
  • Il calendario (Babilonia, 3000 AC)
  • Il Sapone
  • La pompa idraulica (antica Grecia)
  • Monumenti in pietra (piramidi etc…)
  • Il vetro
  • L’acquedotto
  • La vite di archimede (còclea)
  • Il cesso e le fogne (Sir John Harrington, Inghilterra, 1597. En passant, ritengo che dalla corretta applicazione questa invenzione tuttora non pienamente compresa dalla maggioranza dei suoi abitanti, il Celeste Impero potrebbe trarre infinito beneficio)
  • I numeri arabi (posizionali), e di conseguenza la matematica, il calcolo, gli integrali etc…
  • La contabilità, la partita doppia di Pacioli
  • Il motore a vapore e a combustione interna
  • L’elettricità
  • La bicicletta
  • I bottoni
  • La matita (1564, Borrowdale, Cumbria)
  • Lucchetti (Antico Egitto, 2000 BC)
  • Il metodo scientifico
  • La bilancia (Egitto, 5000 AC)
  • La ruota (Mesopotamia, 6000 AC)
  • Il formaggio (sigh… sono stati i Sumeri)
  • La birra (sempre i Sumeri, evidentemente un popolo superiore)
  • Aratro a traino animale (Egitto)
  • Lavorazione del ferro
  • Occhiali, microscopi e cannocchiali
  • L’orologio

e basta, dai, su internet ci sono un sacco di siti con la cronistoria delle invenzioni.
Tornando alle invenzioni cinesi, la domanda è la seguente: qual’è il motivo di fondo che spinge un popolo a trovare tanto orgoglio nelle invenzioni del passato?
Forse hanno bisogno di motivi storici per giustificare il proprio posto nel mondo?
O forse è solo propaganda per gettare fumo negli occhi alla gente?

(*) La CARTA IGIENICA? Scusa? Allora contiamo anche le dita nel naso come “invenzione”!

12: capra

Alcuni stratagemmi sono usati spesso nella lingua parlata, ma non sempre conservano lo stesso significato.
Ne è un esempio lo stratagemma di oggi:

顺手牵羊 (shùn shǒu qiān yáng) “Rubare una capra quando ne capita l’occasione”

stratagem 12
Stratagemma 12: 顺手牵羊


Dal vocabolario: “Make off with sth.” oppure “Stealing a goat along the way”.
Vediamo meglio i caratteri: 顺手 (shùnshǒu) sta per “facilmente, in maniera conveniente”; 牵 (qiān) significa “condurre, trainare” e 牵羊 letteralmente sarebbe “condurre una capra” ma viene anche usato per dire “rubare qualcosa all’improvviso”.
Siccome sono un po’ spocchioso, terrei a precisare che 羊 (yáng) da solo normalmente viene tradotto con “pecora”, e invece “capra” sarebbe 山羊 (shānyáng).
Esiste un termine preciso per “pecora” che è 绵羊 (miányáng), quindi volendo fare i pignoli si potrebbe dire che 羊 dovrebbe voler significare “ovino”, 山羊 (shānyáng) “capra” (letteralmente “ovino di montagna”) e 绵羊 “pecora” (letteralmente “ovino soffice”).
Tutti questi condizionali invece fanno capire che invece 羊 può significare sia pecora che capra, in base al contesto.
Tornando a noi, lo stratagemma appartiene al gruppo “Confronto con il nemico”.
Quando viene usato come 成语 (chéngyǔ) suggerisce una situazione nella quale sia contemplato un furto, o una persona facile allo stesso (praticamente, l’equivalente dell’inglese “to have sticky fingers”).
In effetti apparentemente sembrerebbe che questo stratagemma consigli di arraffare qualsiasi cosa capiti a tiro, ma in realtà è più sottile (com’era da prevedersi, se no non lo mettevano assieme agli altri).
Nel contesto di una strategia guerresca, questo gioiellino consiglia di creare dei piani abbastanza flessibili da poter trarre vantaggio da qualsiasi opportunità che si possa presentare, per quanto piccola essa sia, per quanto piccolo possa essere il vantaggio.
In Cina questo approccio è particolarmente consigliato, per il semplice fatto che fare piani troppo rigidi o troppo dettagliati, o prevedere tempi troppo stretti, è sempre e comunque controproducente.
Molto meglio procedere con un disegno dettagliato sì ma non troppo, proprio per potersi adattare alle necessità del momento.
Questo modo di vedere le cose risulta infinitamente vantaggioso in numerose occasioni. Per fare un esempio che sento molto vicino alla mia quotidianità, supponiamo che si voglia programmare un viaggio d’affari, che so, una visita ad un fornitore che dista un’ora di aereo.
Piano “A” (che sicuramente non funzionerà):

  • 06:00 Sveglia alle 6, doccia, colazione
  • 07:00 Partenza per l’aeroporto
  • 08:00 Chck-in
  • 09:00 Decollo
  • 10:00 Arrivo
  • 11:00 Riunione
  • 13:00 Snack
  • 14:00 Visita alla fabbrica
  • 15:00 Partenza per l’aeroporto
  • 16:00 Check-in
  • 17:00 Decollo
  • 18:00 Arrivo
  • 19:00 Gambe sotto il tavolo di casa propria

Ecco invece il piano “B” (che ha più probabilità di funzionare):

  • 08:00 Andare in ufficio normalmente come se niente fosse. Controllare le mail per vedere se per caso il fornitore non abbia annullato tutto all’ultimo momento. Chiamare il fornitore per un’ultima conferma.
  • 10:00 Fare un giro per gli uffici ricordando a tutti la propria assenza per un paio di giorni, chiedere se c’è qualche problema dell’ultimo minuto. Ce ne sono. Dare indicazioni su come proseguire.
  • 12:00 Pranzo
  • 13:00 Partenza per l’aeroporto: coda in autostrada, problemi alla macchina, rifornimento benzina, l’autista fa un giro incomprensibilmente lungo, etc…
  • 15:00 Check-in. La signorina alla postazione del check-in non trova la prenotazione, non trova il nome, non trova il computer, non trova il proprio naso in mezzo alla faccia. Aereo in ritardo per problemi alla pista, all’aereo, ai bagagli o chissà che
  • 17:00 Decollo
  • 18:00 Arrivo: recupero bagagli e conseguente lotta con gli altri passeggeri che vogliono impossessarsi di tutto il nastro trasportatore. Chiamare il fornitore al cellulare per sapere se per caso nel frattempo non ha annullato tutto. Ricerca dell’autista nascosto a fumare dietro ad una colonna; tragitto verso l’albergo dove l’autista fa benzina, si perde per strada e si ferma a chiedere ai passanti etc…
  • 19:30 Arrivo in albergo: alla reception non trovano la prenotazione, non trovano il nome, non trovano il numero di passaporto, non trovano una beata fava di niente.
  • 20:00 Cena con il fornitore (già incazzato perché si cena troppo tardi)
  • 20:30 Karaoke
  • 24:00 A letto

Secondo giorno:

  • 08:00 Sveglia e inizio doccia; telefonata al portiere perché non arriva acqua calda; proseguimento doccia con acqua fredda.
  • 09:00 Colazione, ovvero lotta greco-romana con gli altri ospiti per arrivare ai vassoi del buffet.
  • 09:30 Check out. Alla reception devono aspettare che prima la stanza venga ispezionata, ma l’addetta non trova il tagliaunghie, o il radiocomando della televisione, o il bicchiere, etc…
  • 11:00 Partenza dall’albergo; coda in città; l’autista si perde etc…
  • 12:00 Pranzo con il fornitore; durante il pranzo, conversazione spicciola.
  • 14:00 Visita alla fabbrica. Mentre si cammina, introdurre con grazia qualche problema di lavoro.
  • 15:00 Partenza per l’aeroporto (coda, etc…)
  • 17:00 Check-in (vedi sopra)
  • 19:00 Decollo
  • 20:00 Atterraggio (vedi sopra)
  • 23:00 Casa, letto