Monthly Archives: July 2010

会说中文

我很久没写中文日志了。现在是时候了。话题是:会说中文的老外。
啊呀,每天荧屏上都会有几个老外,说普通话真的说很流利,但是我一直都会有一点尴尬的感觉。
Come on,他们学会了一个挺难学的语言,那又怎样?
还要给他们一枚金牌?
在国外有很多华人学会了好困难的语言,但是没有人想把他们放在电视节目里面,像猴子一样表演他们的能力。
为什么呢?因为国外没有人觉得学会一个语言是个奇怪的东西。
如果有中国一样那种节目,没有人会看,推荐的人会被鱿鱼,回家哭得很幸苦。
我不明白的地方就是这种活动为什么那么惹人注意。
为什么中国人觉得学会了中文的老外那么有意思?
是不是因为中国人觉得自己的语言特别困难,所以想这种外国朋友很聪明?
或者是因为以前老外很有权利,好像他们都是大老板。
反而现在中国经济那么好,中国是世界的工厂,所以老外也要磕头,努力学习汉语来中国寻求机会。
或许因为外国人有大鼻子,有金发?他们比中国模特还漂亮?或许中国住在大山里的人还很少能看见真人外国人,所以他们很高兴有机会满足看看外国人是什么样子的好奇心?
或许可能还有别的原因。
不过对我这个地球人的老外来说,真的是很难接受的理由。

13: serpente

Ci sono molte situazioni dove i 36 stratagemmi tornano utili.
Per esempio concludendo un intervento in una riunione: “E quindi ritengo che dovremmo dare dei segnali indiretti al fornitore per fargli capire che queste cose non si fanno, ma senza per questo inimicarcelo. D’altra parte come dite voi, 指桑骂槐, vero? (whink, whink)”
Se si riesce a concludere un intervento in questo modo, si può star sicuri che in sala calerà un silenzio attonito, e nessuno oserà ribattere.
Primo, perché tutti saranno ammutoliti dallo stupore nel constatare che l’omino bianco ha snasazzato nelle pieghe più riposte della loro cultura.
Secondo, perché ribattere ad una conclusione del genere sarebbe come criticare la propria millenaria cultura in pubblico, e prima di fare una cosa del genere in pubblico un cinese ci pensa parecchie volte, non due.
Procediamo quindi con un altro dei miei preferiti:

stratagem 13
Stratagemma 13: 打草惊蛇


打草惊蛇 (dǎcǎojīngshé) “Battere l’erba per spaventare il serpente”

Il dizionario dice “inadvertently alert an enemy/opponent” oppure “punish sb. as a warning to others”.
Detta così sembra la stessa cosa di quello del gelso e la locusta, ma la questione è ben diversa.
Qui si tratta di un avversario che vuole tenere nascosta una situazione a lui favorevole; si fa quindi una sceneggiata cercando di provocare una sua reazione in modo da portare le carte allo scoperto e così annullare il suo vantaggio.
Mettiamola così: a volte sospettiamo che da qualche parte ci possa essere un pericolo latente, e vorremmo scoprire se il sospetto è fondato.
Oppure si tratta di una altrui malefatta ben nascosta, che vorremmo portare alla luce in modo che tutti sappiano.
Nella vita reale, le applicazioni di questo stratagemma sono più comuni di quanto si pensi.
A tutti sarà capitato sapere che un amico è stato mollato dalla ragazza; però non sarebbe sarebbe carino spifferare subito la notizia ai quattro venti.
Al primo ritrovo al bar però pioveranno frecciatine sull’argomento fino a quando il poveretto non potrà fare a meno di riconoscere pubblicamente la propria situazione.
Consideriamo quindi il caso di un adolescente a cui piaccia una ragazza, e sospetti anche che questa a sua volta abbia un debole per lui.
Per accertarsene potrebbe aspettare l’occasione giusta, per esempio una festicciola, e fare il brillante in pubblico con altre amiche, sperando di provocare nella sua bella una reazione dettata dalla gelosia.
Prendiamo ora ad esempio un caso di vita di ufficio.
Diversi colleghi allo stesso livello sono in lizza per una promozione, e il capo probabilmente ha già un nome in mente.
Ma la cosa viene tirata per le lunghe, come fare per accelerare la decisione ufficiale?
Al primo intoppo, si butta benzina sul fuoco e si trasforma il problema in una tragedia, spingendo il capo ad affidare la patata bollente al suo prescelto.
Va detto che il prerequisito fondamentale per attuare questo stratagemma è di conoscere a fondo le condizioni al contorno, altrimenti si rischia di sprecare energie senza ottenere niente, o peggio rimettendoci pure.
Lo stratagemma è citato volentieri anche nella versione al negativo, cioè “non pestiamo l’erba, correremmo il rischio di spaventare il serpente”; in Italia si direbbe “lascia stare il cane che dorme.”

Roads

Here! The 10 secret rules that they teach in all Chinese driving schools!

  1. If you are driving a truck, you can do whatever you want. Cut the road to others, go the wrong way, U-turn at the crossroad, etc… Hey, you are WORKING! And you are BIG! And your horn can scare the bejesus out of anybody!
  2. If you are driving a bus, you are working and big and AGILE! More road cutting! And you can stop abruptly or dash forward without notice, that is more FUN!
  3. If you are on a car, you have just the right balance of size and agility. And this means FREEDOM! YOU spell the rules! Death to everybody else!
  4. If you are on a motorbike, then life is paradise! You can swish around, above and under cars; you can go in every direction, expecially at traffic lights. You can gang with other bikes and bully cars; dash out from side streets without looking, carrying along your family and dogs and pigs. There is no end to fun!
  5. If you are on an electric byke, it is just like in #4 but with the huge difference that you don’t have a license plate! They won’t get you! And you’re not even supposed to know the traffic rules! So what does that red light mean? WHO CARES! Go, go, go! (with family and pigs and dogs and geese and chickens and fishes and gas tanks &c. &c.)
  6. If the street is wide, you you can do whatever you want! There is so much space for everybody! Like a soccer field, but with more fun!
  7. If the street is narrow, you can do whatever you want! You’re so busy dealing with this difficult situation, there is no space left for the pesky traffic rules. Show an angry grin and avoid eye contact.
  8. If you are close to the place where you live, you can do whatever you want! Hey, it’s YOUR TURF! YOU’re the master!
  9. If you are close to your destination, you can do whatever you want! Hey, you are not a living GPS, are you? You have to go back and forth a million times, slow like molasses, looking around in all directions (except forward), talking to the cellphone, that’s only human.
  10. To sum up: dear laowai, if you like rules so much, go follow them, because you are the ONLY ONE! (Death to all laowais)

26: locust

Vorrei iniziare una serie di post sull’argomento dei 三十六计, i “Trentasei stratagemmi”, una gemma di cultura classica che personalmente reputo di basilare importanza per chi lavora con la Cina.
Dico “basilare” nel senso che i 36 stratagemmi non vengono quasi mai citati direttamente, ma nei discorsi sono sempre presenti tra le righe, che si tratti di riunioni o trattative, o che si tratti di riuscire a spiegare il comportamento apparentemente incomprensibile di qualcuno.
In poche parole, fanno parte della cultura del Paese, anche se pochi li sanno recitare a memoria.
Tra l’altro ho notato che su internet non ci sono testi in italiano a riguardo, quindi ecco una ragione in più per mettersi al lavoro. Chiaramente se qualcuno invece trovasse del materiale, me lo faccia sapere!
Vista la frequenza dei miei post ci metterò un’eternità, ma come dicono i cinesi, 千里之行始于足下 (qiānlǐ zhī xíng shǐyú zúxià) “Un viaggio di mille miglia comincia con il primo passo”.
Per chi voglia portarsi avanti, posso consigliare qualche sito ben fatto:

Io incomincio con il numero 26, solo perché è uno dei miei preferiti.
Perchè ostinarsi a seguire l’ordine tradizionale?
In fondo questo è solo un blog, mica un trattato accademico.
Quando tra qualche anno avrò finito tutti i 36 post allora li metterò in ordine, promesso.
Quindi:

stratagem 26
Stratagemma 26


指桑骂槐 (zhǐsāngmàhuái) “Indicare il gelso e inveire contro l’acacia”

Sul dizionario questo stratagemma viene tradotto letteralmente come “reviling/ abusing the locust tree while pointing to the mulberry”, e più figurativamente come “Make oblique accusations; scold sb. indirectly”.
Attenzione a 槐 (huái), significa “locust tree” e non “locust” come si trova spesso scritto in giro.
Il “locust tree” è la comune acacia o robinia.
Questo stratagemma applicato nel suo contesto di strategia militare ci consiglia di risolvere una situazione complessa quale può essere un problema di disciplina tra le proprie truppe affermando la propria autorità tramite un atto spettacolare.
Qui sarebbe obbligatoria la storiellina del generale 韩信 (Hán Xìn) che per ristabilire l’ordine dalle sue truppe rimosse dall’incarico altri due generali… etc… etc… ma io personalmente di queste storie non ne posso più, per cui la evito.
Teniamo sempre presente che il contesto iniziale degli stratagemmi è la guerra, ma i ragionamenti sono applicabili alla vita di tutti i giorni. Quindi dove lo stratagemma dice “attaccare”, si può invece interpretare “avvertire”, “guidare” o “rimproverare”, in base alla situazione del momento.
Per fare un esempio, supponiamo di essere alla guida di un’azienda i cui operai siano in tumulto perché ritengono che l’azienda non presti abbastanza attenzione al benessere dei dipendenti.
Non si può mica andare a parlare con tutti uno per uno e farli ragionare… spiegare che un’azienda non è un asilo infantile, che non basta distribuire caramelle, che ci sono problemi più importanti da risolvere, livelli di qualità da rispettare, clienti da accontentare, certificati da ottenere, burocrazia, amicizie altolocate, etc…
Sarebbe impossibile!
Si può però per esempio sceglierne un paio che abbiano violato le regole di sicurezza sul lavoro e dar loro una bella sanzione diciplinare, con una circolare ufficiale che ricordi a tutti quanto è importante la sicurezza sul lavoro e quali sono i pericoli ai quali si va incontro se non si rispettano le regole.
In questo caso il problema da affrontare era troppo frammentato per occuparsi delle singole parti, e si è dovuto ricorrere ad una punizione esemplare al solo scopo di placare gli animi e trasferire l’attenzione generale su qualche altro problema.
Supponiamo invece di avere un locale che vende hamburger e volerci affermare sul mercato.
Potremmo fare una campagna pubblicitaria sul tema “La nostra carne viene solo da animali allevati in maniera organica! Le nostre bevande sono naturali, non ci sono conservanti! Non siamo una catena di negozi senza cuore!”
Ecco che ho indicato il mio nemico chiaramente, senza però farne il nome.
Oppure se sono un dipendente in un ufficio, e magari ho anche delle capacità, ma davanti a me c’è un capo ammanicato o un incapace figlio di papà, cosa posso fare?
Non posso certo accusarlo pubblicamente, perderei sicuramente.
Posso però analizzare la situazione e sfruttare qualche punto debole. Se il capo ammanicato fosse uso ad una certa pratica, per esempio scatti d’ira, potrei iniziare una campagna denigratoria tra i colleghi contro gli scatti d’ira in pubblico.
Morale, spesso ci si trova nella situazione di dover far fronte a situazioni che per una serie di ragioni non sono gestibili direttamente. Si si può allora partire alla lontana e agire su qualcosa di apparentemente scollegato ma che faccia capire dove sta veramente il problema.
Come dimenticare “The rising sun” e Sean Connery che sulla scena del delitto prendeva a schiaffi il giapponesino mentre il vero capo stava dietro al riparo?
Questo è un altro esempio da manuale.
Chi ha altri esempi da aggiungere?