Monthly Archives: February 2009

orecchio

“Il rumore nell’orecchio”

Commedia fantozziana in tre atti

PROLOGO
All’inizio del 2006 ho un problema all’orecchio sinistro, lo sento tappato. Piegando la testa, sento dei rumori come se ci fosse dentro un liquido. Resisto stoicamente sperando che passi da solo, alla fine vado dal medico, già in preda ad oscuri terrori (poi rivelatisi fortunatamente infondati.)
CORO:

Ecco, bravo, così impari ad aspettare,
un po’ prima ti dovevi svegliare!

ATTO 1: Il medico condotto
Mezza giornata di ferie per andare in ambulatorio e sentirmi dire “C’è un tappo di cerume.”
Memore di una tragica esperienza di quando ero bambino, mi aspetto che il sapiente tiri fuori seduta stante un siringone metallico pieno di acqua e sapone per poi spararmelo direttamente nell’orecchio.
Invece con tutta la flemma del mondo, dice: “Le faccio l’impegnativa per andare a farsi vedere dall’otorino in ospedale.”
Bene, molto bene, benissimo, esco dall’ambulatorio ed inizio fiducioso l’iter per prendere appuntamento.

giuro!

CORO:

Ma guarda che guaglione,
nell’orecchio ha il cerone!
Nell’orecchio ha la cacca,
che figura bislacca!

ATTO 2: La visita
L’appuntamento dallo “specialista” è dopo venti giorni (altra mezza giornata di ferie).
Il luminare mi guarda dentro l’orecchio e dice: “Non vedo nessun tappo. Bisogna fare degli esami più approfonditi. Le faccio un’impegnativa.”
Al che praticamente mi caccia via, e probabilmente si reca al suo studio privato ad aspettare telefonate imploranti di disgraziati come me, ansiosi di elargire centinaia di EUR per risolvere i propri problemi in maniera più celere.

CORO:

O sofferenti, o penitenti,
andate andate agli studi privati
ci accorderemo sui pagamenti
e non sarete più ammalati!

ATTO 3: Guarigione
Prendo l’appuntamento per la seconda visita, e siccome l’appuntamento risulta essere dopo un altro mese o giù di lì, in preda al terrore cerco su internet “orecchio tappato“.
Scopro che poteva trattarsi di un’otite, da curarsi con antibiotici.
Rovistando in qualche muffosa scatola nel ripostiglio, trovo qualche pasticca avanzata da precedenti influenze.
Lo confezione è logora e la data di scadenza molto poco distante, ma mi dico che qualche antibiotico non può mica uccidermi.
Miracolosamente, dopo qualche giorno passa tutto.
Giusto per curiosità vado all’appuntamento (altra mezza giornata per parlare con lo stesso identico dottore di prima) per scoprire che l’”esame approfondito” consiste nel mettermi delle cuffie in testa e dirmi di alzare la mano quando sento un rumore.
Non resisto e riferisco dell’antibiotico al pozzo di scienza, e questo mi dice: “Se l’è cavata bene, al massimo le rimarrà un po’ di rigidità alla membrana.”
RIGIDITÀ ALLA MEMBRANA? Cioè, mi scarica così, se era per lui potevo anche rimanere sordo a vita solo perché mi sono rifiutato di scucire 200 EUR per andare nel suo zozzoso studio privato?

CORO:

Il vostro male cercate in rete
più a lungo camperete!


EPILOGO


Un paio di settimane fa, mi ricapita la stessa identica cosa.
Allora vado in ospedale e in un’ora scarsa esco con in mano un pacchetto di medicine: antibiotico, antinfiammatorio, fluidificante.
La quantità delle pillole è esattamente dosata per la durata della cura, niente scatolette di medicine inutilizzate da buttare alla scadenza.
Dopo 3 giorni, tutto a posto.

OSSERVAZIONI
Certo l’aspetto dell’ospedale è inquietante: cavernoso, apparentemente sudicio, affollato.
Poi però ti accorgi che tutte le scrivanie sono collegate in rete.
Appena entri ti chiedono le formalità e ti danno una card con dentro tutti i dati.
I risultati dell’esame del sangue arrivano in un’ora, cioè: sessanta minuti e zero secondi. Per il ritiro, c’è un apparecchio tipo bancomat: fai la strisciata con la card, e quello stampa i risultati degli esami.
Il medico scrive la prescrizione con un programma che manda la ricetta direttamente alla farmacia al piano terra; mentre tu scendi, ti hanno già preparato il pacchetto.

DISTINGUIAMO
Questa non è sanità pubblica: in Cina non esiste.
Esisteva prima dell’”apertura“, ma ora non esiste più.
Per le mie medicine ho pagato 140 RMB, che per me sono niente, ma che per un contadino rappresentano gli introiti di mesi.
(Va detto che i contadini hanno anche altri canali a cui rivolgersi.)
Comunque sta di fatto che i contadini dichiarano apertamente che preferiscono morire piuttosto che ammalarsi gravemente.

CONCLUSIONE
1) Secondo me la sanità deve essere pubblica, cioè un servizio dello stato, e non me ne frega una MAZZA se in America non è così, andatevi a vedere “Sicko” di Michael Moore.
2) La sanità deve funzionare. Un medico che lavora all’ospedale deve prendere uno stipendio decente, in modo da non sentirsi un coglione se non ha lo studio privato. In linea di principio ritengo che per chi lavora per lo Stato debba essere proibito avere un secondo lavoro.

CORO

bravo bravo guaglione
fai vedere chi è il padrone!
Questo post farà furore
zio Sam vedrà il suo errore!

Fiocchino i commenti!
(dai, almeno uno! va che bel post che ho fatto!)

genio

  • 中文一个销售代表,一个办公室文员,还有他们的经理一起走着赶去吃午饭,突然发现了一盏古老的油灯。
    他们在上面擦了擦,灯神从里面蹦了出来。
    灯神说,“我给你 们每人一个愿望。”
    “我先来!我先来!”办公室文员喊道,“我想到巴哈马去,开着快艇,无忧无虑地过日子。”
    接着她噗地就不见踪影了。
    “该我了!该我了!”销售代表喊道,“我想去夏威夷,躺在海滩上,有私人按摩师为我服务,有喝不完的玛格丽塔酒,还有我心爱的人 陪在身旁。”然后他也噗地不见了。
    “好了,到你了。”灯神对经理说。
    经理立即回答说,“我想让他俩吃完午饭后回办公室来。”
  • 拼音 pīnyīnYī ge xiāoshòu dàibiǎo, yī ge bàngōngshì wén yuán, hái yǒu tāmen de jīnglǐ yīqǐ zǒu zhe gǎnqù chī wǔfàn, tūrán fāxiàn le yī zhǎn gǔlǎo de yóu dēng.
    Tāmen zài shàngmian cā le cā, dēng shén cóng lǐmiàn bèng le chūlai.
    Dēng shén shuō, “wǒ gěi nǐ men měirén yī ge yuànwàng.”
    “wǒ xiān lái! wǒ xiān lái!” bàngōngshì wén yuán hǎn dào, “wǒ xiǎngdào bāhāmǎ qù, kāi zhe kuàitǐng, wúyōuwúlǜ dì guòrìzǐ.” jiēzhe tā pū dì jiù bùjiàn zōngyǐng le.
    “gāi wǒ le! gāi wǒ le!” xiāoshòu dàibiǎo hǎn dào, “wǒ xiǎng qù xiàwēiyí, tǎng zài hǎitān shàng, yǒu sīrén ànmāshī wéi wǒ fúwù, yǒu hē bù wán de mǎgélídajiǔ, hái yǒu wǒ xīnài de rén péi zài shēn páng.” ránhòu tā yě pū dì bùjiànle.
    “Hǎo le, dào nǐ le.” dēng shén duì jīnglǐ shuō. jīnglǐ lìjí huídáshuō, “wǒ xiǎng ràng tā liǎ chīwán wǔfàn hòu huí bàngōngshì lái.”
  • EnglishA sales rep, administration clerk, and the manager are walking to lunch when they find an antique oil lamp. They rub it and a Genie comes out. The Genie says, “I’ll give each of you just one wish.” “Me first! Me first!” says the administration clerk. “I want to be in the Bahamas, driving a speed boat, without a care in the world.” Poof! She’s gone. “Me next! Me next!” says the sales rep. “I want to be in Hawaii, relaxing on the beach with my personal masseuse, and endless supply of margaritas and the love of my life.” Poof! He’s gone. “Okay, you’re up,” the Genie says to the manager. The manager immediately replied, “I want those two back in the office after lunch.”
  • ItalianUn venditore, un impiegato e il loro manager sono fuori in pausa pranzo, ad un certo punto trovano una vecchia lampada.
    La strofinano ed esce il Genio, che dice: “Esaudirò un desiderio a ciascuno di voi”.
    “Io! Prima io!” dice l’impiegato. “Voglio essere alle Bahamas, guidare un motoscafo, senza preoccupazioni per la testa!” Puf! Sparisce.
    “Adesso a me! Tocca a me!” dice il venditore. “Voglio essere alle Hawaii, spaparanzato in spiaggia con la mia massaggiatrice personale, e una scorta infinita di margarita assieme all’amore della mia vita.”
    Puf! Anche lui sparisce.
    “Ora tocca a te,” dice il genio rivolto al manager.
    Questo immediatamente risponde: “Voglio quei due in ufficio dopo pranzo.”
  • Note
    • 销售: vendita; il carattere 售 va imparato per forza perché sta sopra alle biglietterie: 售票处
    • 文员: questa è una parola generica per ‘impiegato’
    • 盏: “measure word” per lampade magiche?
    • 蹦出来: saltar fuori, complemento direzionale
    • 无忧无虑: 成语 “non avere un pensiero per la testa”
    • 噗: onomatopeia
    • 该我了: ‘tocca a me”, colloquiale

youtiao

Oggi i colleghi cinesi mi hanno fatto morire dal ridere dicendomi che un certo altro collega era un 老油条 (lǎoyóutiáo).
Lo 油条 è un cibo diffuso in tutta la Cina che si mangia a colazione; praticamente è un impasto di farina e acqua fritto in olio.

Di prima mattina ad ogni angolo si trovano bancarelle che ne vendono.
Il fatto è che appena fritto è buono, mentre se si aspetta troppo diventa gommoso (premetto che a me non piace né fresco né stantio).
Ebbene una persona diventa 老油条 quando ha lavorato troppo a lungo nello stesso posto, ormai ha perso l’entusiasmo, non vuole più prendersi nessuna responsabilità, critica l’azienda, scansa il lavoro e scalda la sedia.