Category Archives: Chinese

Barza cinese

记者:大爷,如果你有十亩地,愿意把一半的收成献给党吗?
大爷:我愿意!
记者:那如果是两栋别墅,你愿意献出其中一栋吗?
大爷:愿意!
记者:如果有两部车呢?
大爷:愿意!
记者:那中一百万元大奖呢?
大爷:愿意!
记者:有两头牛呢?
大爷:不愿意!!!
记者:为啥田、别墅、车和奖金都愿意,牛倒不愿意呢?
大爷:我真的有两头牛!

Reporter: Nonno, se tu avessi 10 mu* di terra, ne doneresti metà al Partito?
Nonno: Certo che sì!
Reporter: E se avessi due ville, ne doneresti una al partito?
Nonno: Certo!
Reporter: E se avessi due macchine?
Nonno: Sì!
Reporter: E metà di un premio di un milione di RMB?
Nonno: Sì!
Reporter: E se avessi due mucche?
Nonno: No.
Reporter: Ma perché? Terra, ville, macchine, premi sì, e le mucche no?
Nonno: Perché due mucche le ho davvero…

*Un MU equivale 666.6 mq

operazione

Ecco un esempio di umorismo cinese contemporaneo che mi ha fatto ridere parecchio:

Operazione di chirurgia plastica non riuscita

Operazione non riuscita

 

Modella accusa il suo chirurgo plastico, dopo l’operazione i capezzoli sono storti!

La modella Mary Segovia illustra: dopo l’operazione ha un capezzolo su e uno giù.

Il chirurgo Barvaria ritiene l’operazione riuscita, non comprende come la modella possa ritenersi non soddisfatta.

6: finta

声东击西 (shēngdōngjīxī)


stratagem 6
Stratagemma 6: 声东击西

Questo stratagemma è parente stretto del numero 7: 无中生有 “Creare qualcosa dal nulla”, che è stato trattato in precedenza.
La similitudine è tale che a prima vista sembra che il significato sia lo stesso.
Il presente stratagemma 6 viene infatti semplicemente tradotto come “effettuare una finta”, e il 7 “creare qualcosa dal nulla” può essere inteso come un tipo di finta.
Il succo di entrambi gli stratagemmi è di creare delle false aspettative mediante informazioni fasulle, così da attirare le forze del nemico lontano dai reali bersagli, per poi colpirli quando saranno sguarniti.
Bisogna però considerare innanzitutto la sezione dove sono contenuti, e poi il fatto che non necessariamente si deve ragionare in termini di forza bruta o potenza di fuoco.
Il numero 7 sta nel gruppo “Enemy dealing”, in situazioni di confronto con un nemico di pari forza.
Insisto con il dire che non si tratta di forza fisica, ma piuttosto di situazioni dove i due nemici hanno un certo grado di conoscenza dell’avversario, e di conseguenza sono in grado di prevedere le mosse reciproche con una certo grado di affidabilità.
Allora non sarebbe possibile fornire informazioni false riguardo ad un argomento specifico, perché l’avversario potrebbe annusare l’inganno.
Per questo lo stratagemma 7 riguarda informazioni generiche, atte a confondere l’avversario in senso generale, in modo da portarlo al punto di non riuscire a distinguere le informazioni corrette da quelle fasulle.
Il presente stratagemma numero 6 invece sta nella sezione “Winning”, con quelli da usare quando si è in una posizione di superiorità rispetto al nemico.
Stiamo sempre parlando di superiorità dove questo non significa necessariamente disporre di forze soverchianti; si sta trattando di strategie, di informazione, quindi si deve supporre un vantaggio tattico.
In poche parole, lo stratagemma 6 (e tutti quelli dello stesso gruppo) vanno considerati quando il nemico non conosce bene l’avversario e non ha idea di quale potrebbe essere la sua prossima mossa.
In questo caso è logico supporre che il nemico sia in cerca di informazioni di qualsiasi tipo e sia anche propenso a prenderle per vere senza farsi troppe domande.
Riassumendo:

  • stratagemma 6 (winning) = posizione di superiorità rispetto al nemico, il quale non ci conosce ed è avido di informazioni e potrebbe bersi di tutto. Eempio: un incontro casuale al bar, dove si può anche dire di essere milionari e di andare in giro in elicottero.
  • stratagemma 7 (enemy dealing) = pari forza: il nemico ci conosce e potrebbe dubitare di informazioni “troppo” false. Esempio: il marito torna a casa tardi e tenta di giustificarsi con la moglie iraconda. Può certo raccontare qualche balla ma se vuole farsi credere deve inventarsi qualcosa di plausibile: straordinari improvvisi, guasto alla macchina.

L’expat in Cina è particolarmente soggetto a questo tipo di situazioni.
Per esempio i fornitori nei primi approcci faranno di tutto per far credere di essere dei megafantageni (strat.6), e quindi bisogna andare con i piedi di piombo, controllare di persona, etc.
Poi con il passare del tempo la qualità delle forniture diminuirà gradualmente, e quando colti in flagrante inventeranno sempre con una scusa diversa (strat.7), quindi bisogna mettere in piedi dei controlli di qualità strettissimi e soprattutto concordati e controfirmati in precedenza.

pesci rossi

Il pesce rosso, in cinese 金鱼 (jīnyú), è un’altro prodotto dello sterminato ingegno degli antichi cinesi.
Da Wikipedia:

The goldfish (Carassius auratus auratus) is a freshwater fish in the family Cyprinidae of order Cypriniformes. It was one of the earliest fish to be domesticated, and is one of the most commonly kept aquarium fish.

Basta cercare un po’ e si trovano parecchi siti di appassionati sull’argomento.
Gli antichi cinesi, non contenti di avere tra le mani solo un bel pesciolino dal piacevole colore, hanno incominciato a sfruttare le mutazioni naturali per arrivare a innumerevoli varietà diverse.
Risultato, al giorno d’oggi esistono acquari pieni di piccoli mostricini dalle forme più bizzarre, che a mio parere non possono che ispirare un sentimento di pietà.
I cinesi hanno tutto un sistema di classificazione in base a forme e colori e qualità organolettiche delle scaglie, non mi ci metto nemmeno; per i più volonterosi ci sono varie fonti in lingua.
Guardando questi innocenti esserini non posso che reprimere un moto di compassione, lo stesso che mi viene quando sento esaltare le prodezze degli allevatori di gatti o cani di razza.
Non sono un animalista, ma secondo me c’è un limite alle torture che si possono infliggere ad un animale per pure ragioni estetiche.
Ma sospetto che di tutto questo ai cinesi odierni importi solo un unico aspetto, e cioè la possibilità di vendere sempre più infelici deformità e guadagnare molti moltissimi soldi!!!
Un intero universo (di interessi economici) gravita intorno a questi infelici pesciolini, compresi mercatini (primo tra tutti quello di Hong Kong), concorsi di bellezza per pesci, gadgets, negozietti vari.
Segue qualche esempio di alcune delle principali varietà, in realtà ce ne sono altre millanta e più.

  • 水泡眼 (Bubble-eye); questo è efficace per spaventare i bimbi
  • 红白花龙睛 (Red and White Moor) e varianti; mi ricorda un po’ i conigli e i gatti d’angora nella loro dignitosa sofferenza
  • 狮子头 (zhīzi tóu) Lion-head, secondo me uno dei più terrificanti insieme all’Oranda 高头 (gāotóu).
  • 朝天 (cháotiān) “Celestial-eye“, notare in foto l’spressione di sofferenza della serie “uccidimi ti prego”
  • Pearscale 鹅头珠鳞 (étóu zhūlín), qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa potrebbe spingere qualcuno a volere un mostro del genere in casa
  • Ponpon o Pompom 绒球 (róngqiú), tra i più ributtanti dell’intera serie
  • Ranchu 兰寿 (lánshòu), anche questo nella top ten dei più spaventosi
  • Ryukin 琉金 (liújīn), questo è giapponese, tanto per chiarire che i cinesi non sono i soli deviati

Bubble eye

Bubble eye

Butterfly Moor

Butterfly Moor

Celestial Eye

Lionhead

Oranda

Oranda

Pearscale

Ponpon

Ranchu

Ryukin

Negozio

Vasche

p.s.
Il cinese 金鱼 (jīnyú) significa “pesce d’oro”, così come il giapponese 金魚 (きんぎょ kingyo), l’inglese “goldfish”, il tedesco “Goldfisch”, il portoghese “peixe-dourado”, il danese “guldfisk” e così via in varie altre lingue.
Perché noi invece lo vediamo “rosso”? Siamo più pragmatici?
E con noi italiani anche i francesi: “poisson rouge”, per non parlare degli spagnoli con il loro “pez de colores”…

cu-cina

Sono il primo a stupirmi di come possa aver tenuto questo blog per tutti questi anni e non avere mai trattato di cucina.
Rimedio oggi con questo post sul 八大菜系 (bādàcàixì), le otto categorie principali nelle quali si divide la cucina cinese.
Tralascio le cucine “etniche” come la cucina hakka, mongola, tibetana &c. e no non si finisce più.
Non entro troppo nel dettaglio perché per ognuna di queste categorie ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia con tutte le sottocategorie, varianti, zone e piatti tipici di ogni località.
Mi limito invece ad indicare qualche piatto tipico dei più famosi.
Ne risulta un semplice elenco, la conoscenza del quale garantirà comunque immediato rispetto da parte di eventuali altri commensali cinesi.

  • 鲁菜 (lǔcài) “Cucina dello Shandong”: piatti tipi sono i 清汤燕窝 (qīngtang yànwō) “zuppa di nidi di rondine“, 糖醋黄河鲤鱼 (tángcù Huáng Hé lǐyú) “Sweet and sour Yellow River carp”
  • 川菜 (Chuāncài) “Sichuan”: speziata e piccante. Piatti tipici: 麻婆豆腐 (mápó dòufu) “Stir-fried tofu in hot sauce”, 宫保鸡丁 (gōngbǎo jīdīng) “spicy diced chicken”
  • 粤菜 (Yuècài) “Cantonese” 龙虎斗 (lónghǔdòu) “”, 狗肉煲 (gǒuròu bāo) “dog meat casserole”, 鱼香肉丝 (yúxiāng ròusī) “fish-flavored shredded pork”
  • 闽菜 (Mǐncài) “Fujian”. 佛跳墙 (fótiàoqiáng) letteralmente “Buddha salta il muro”, è fatto di pollo, anatra, cartilagini di maiale frutti di mare secchi, stufati e messi in una specie di anfora con del vino; 七星鱼丸 (qīxīng yúwán) “polpette di pesce delle 7 stelle”, che potrebbe essere il piatto preferito di Ken il guerriero
  • 苏菜 (Sūcài) “Jiangsu”. 松鼠桂鱼 (sōngshǔ guìyú) “Mandarin fish allo scoiattolo”, 盐水鸭 (yánshuǐyā) “anatra sotto sale”
  • 浙菜 (Zhècài) “Zhejiang”. 东坡肉 (Dōngpōròu) “stufato alla Dongpo”, 赛蟹羹 (sàixiè gēng) “zuppa dei granchi da corsa”, 干炸响铃 (gānzhá xiǎnglíng) “campanelle fritte”
  • 湘菜 (Xiāngcài) “Hunan”:组庵鱼翅 (zǔān yúchì) “Stewed Shark’s Fins in Chicken Soup”, 湘西酸肉 (xiāngxī suān ròu) “Xiangxi Sour Meat”
  • 徽菜 (Huīcài) “Anhui”: 火腿炖甲鱼 (huǒtuǐ dùn jiǎyú) “stewed soft shell turtle with ham”,蒸石青蛙 (zhēngshīqīngwā) “steamed stone frog”, 李鸿章杂烩 (lǐhóngzhāng záhuì) “Lihongzhang hotchpotch”

Note:

  • Lo 火锅 (huǒguō) “hotpot” è un piatto che in Cina va per la maggiore, ma non è un piatto tradizionale di nessuna regione in particolare. È un po’ come volere dare una collocazione geografica alla pastasciutta in Italia. Se ne era già parlato in precedenza.
  • Per fare la zuppa 清汤燕窝 (qīngtang yànwō) “nidi di rondine” citata sopra, in teoria si usano dei veri nidi di veri uccelli. Come premesso non sto ad approfondire ma la materia prima reale ha dei prezzi da capogiro per cui normalmente si usa della pasta fatta a forma di nido.
  • Se qualcuno dovesse soffrire per la mancanza della Cucina imperiale in questo parco elenco, dirò che si tratta di una sub-categoria che prende piatti dalla cucina del Jiangsu, di Pechino e dello Shandong. More details at Wikipedia (as usual).
  • Inutile dire che dietro molti di questi piatti ci sono storie e leggende; per esempio il 东坡肉 (Dōngpōròu) “stufato alla Dongpo”, e’ stato creato dal poeta-statista-calligrafo-cuoco-giocoliere funambolo Su Dongpo, quando preso da una partita di scacchi con un amico si era dimenticato di togliere la carne dal fuoco. Durante uno dei suoi numerosi esili, uno dei suoi nemici disse poi all’imperatore che la gente del posto odiava talmente Su Dongpo che aveva dato il suo nome ad un piatto per fingere di mangiare la sua carne.
  • Inutile infastidire i gestori dei ristoranti cinesi in Italia insistendo nel volere qualcuno dei piatti elencati. La maggior parte dei cuochi dei ristoranti cinesi all’estero ha imparato a cucinare DOPO avere lasciato la Cina. I piatti presentati sono perlopiù versioni adattate al gusto italiano di qualcosa che già si avvicina a qualcosa di esistente, come i 年糕 che assomigliano agli gnocchi, oppure anche pure invenzioni (pollo al limone, riso alla cantonese). Stesso discorso per i ristoranti cinesi nelle altre nazioni.

p.s.
Su Dongpo ha fatto di tutto tutto ma non il giocoliere funambolo
Per ulteriori approfondimenti, consiglio l’ottima guida “Chinese food” su Travel China Guide.

poesia:inverno

Titolo: 冬日平泉路晚归
Di 白居易 Bái Jūyì, 772-846 D.C.
Dinastia 唐 (Táng) “Tang”, 618-907 D.C.
Testo:

山路难行日易斜,
烟村霜树欲栖鸦。
夜归不到应闲事,
热饮三杯即是家。

Pronuncia:

Shānlù nán xíng rì yì xié,
yān cūn shuāng shù yù qī yā.
Yè guī bù dào yīng xiánshì,
rèyǐn sān bēi jí shì jiā.

Tornando tardi a Pingquan in un giorno d’inverno

È arduo il sentiero montano, basso il sole all’orizzonte,
in un villaggio sperduto nella foschia un corvo è appollaiato su un albero gelato.
Impossibile tornare prima di notte, ma non importa;
tre bicchieri caldi, e mi sembrerà di essere a casa.

craaa

L’autore fin da bambino dovette adattarsi ad una vita di spostamenti continui, cioè fin da quando venne mandato a vivere da dei parenti per scappare ad una guerra.
Pare che abbia incominciato a scrivere poesie all’età di soli cinque anni, il che secondo me già gli dovrebbe far meritare un posto nella storia.
Durante la sua carriera fu governatore di ben tre province, fatto che attesta il suo successo come uomo di governo.
Per un po’ però fu anche mandato in esilio per avere scritto dei testi troppo arguti su degli affari di stato.
Va anche detto che di quei tempi l’esilio di poeti in luoghi remoti e lontani dalla corte imperiale era una cosa piuttosto comune.
Egli durante la sua vita ebbe tempo di veder passare otto imperatori, immagino che debba essere stato difficile andare d’accordo con tutti…
Comunque, Bai Juyi fu uno dei poeti più prolifici della dinastia Tang.
Scrisse in uno stile semplice e diretto, il che gli ha assicurato non solo il successo nella sua epoca, ma anche una popolarità che in Cina e Giappone dura ancora oggi.
Il testo parla di un viaggio effettuato in un inverno di 1200 anni fa, quando i centri abitati erano sparsi sul territorio e isolati uno dall’altro.
Il poeta ci parla di una natura incontaminata pervasa da una pace semplice e disadorna.
Due aggettivi che ben si prestano a descrivere anche lo stile di scrittura, che nella sua semplicità comunica sensazioni profonde in maniera potente proprio perché non appesantito da troppi orpelli.
Questa poesia può anche essere interpretata come un’espressione della filosofia di vita di quest’uomo che nella sua vita dovette cercare per così tanto tempo un posto dove mettere radici, senza mai trovarlo.
Il viaggiatore è intento in un difficile viaggio, senza punti di riferimento, circondato da un mondo distante e da pericoli incombenti simboleggiati dal corvo.
Comunque gli basta poco per sentirsi a casa, visto che probabilmente la sua abitazione vera e propria è distante o solo un alloggio temporaneo.
È una metafora sul cammino della vita condotta in perenne ricerca di un paradiso che però non arriva mai.
Ma basta prendersela con filosofia, e provare a godere dei piccoli piaceri che questa vita ci offre.

Riferimenti:
白居易 su baidu

torrone

Recentemente sui microblog cinesi circola una notizia che di per sé fa sorridere:

#警情报告#村民凌某在购买新疆人核桃仁糖果时,因语言沟通不畅造成误会,双方口角导致肢体冲突引发群体殴打事件。事件造成二人轻伤,损坏核桃仁糖果约16万。加损坏的摩托车和受伤人员共计20万。目前天岳派出所将凌某刑事拘留,十六名新疆人员财物得到赔偿并被遣返回疆。

Traduzione (molto libera):

#notizia flash#Un certo Mr. Ling mentre acquistava del torrone, a causa di incomprensioni linguistiche incorreva in un malinteso; le due parti arrivavano all’alterco e alle percosse. Sono risultate delle ferite, e il danneggiamento di circa 160000 RMB di torrone. Si aggiungono danni alla motoretta e alle persone per un totale di 200000 RMB. Al momento Mr. Ling è trattenuto al commissariato di Tianyue, 16 cittadini dello Xingjiang sono stati compensati per le perdite e reimpatriati nello Xinjiang.

(fonte: qui, qui e molteplici altri)
Il fatto è avvenuto nello Hunan, per la precisione a 湖南平江县天岳 “Pingjiang county”.
Quello che io ho liberamente tradotto come torrone è in realtà una specialità dello Xinjiang chiamata 核桃仁糖果 (hétaorén tángguǒ), letteralmente “dolce di noci”, e qui di seguito ne possiamo apprezzare alcune pregiate fotografie impunemente scaricate da baidu.

Con il nostro torrone ha poco a che fare, comunque è a base di frutta secca e miele e viene venduto da questi omini che partono dallo Xinjiang con il loro carretto e si fanno migliaia di km scorrazzando per tutta la Cina vendendolo a fettine.
Un torrone intero come quelli in foto peserà una tonnellata; ogni fettina pesa pochi grammi e viene venduta a qualche decina di RMB, per cui si può immaginare come mai la ricompensa sia stata così alta.
Chiaramente però lo spropositato valore del torrone e i conseguenti ricchi guadagni degli omini dello Xinjiang non erano noti a tutti, e si può quindi immaginare il tono dei commenti che sono imperversati sui microblog.
Alcuni fanno veramente scompisciare, e come spesso succede circolano anche dei riassunti di quelli più salaci sotto forma di immagini come questa (fonte):
Cercherò di rendere lo spirito di alcuni di questi, anche se tradotti perdono parecchio.

  • 世界上密度最高的三种物质,分别是:黑洞、中子星和切糕
    Le tre cose più dense in assoluto sono: buchi neri, neutroni e torrone
  • 在6300万年前的新生代第三纪古新世,一颗巴掌大的切糕撞击了地球,引发了全球性的地震和火山爆发,恐龙灭绝。
    63 milioni di anni fa nell’era Cenozoica, Paleocene Terziario, un pezzo di torrone grande come il palmo di una mano colpì la Terra, provocando terremoti di portata globale ed eruzioni di vulcani, il che portò all’estinzione dei dinosauri.
  • 1666年夏末的傍晚,英格兰林肯郡乌尔斯索普,他在母亲家的花园坐在一棵树下,开读书。当他翻动书页时,他头顶的树枝中有样东西晃动起来。一只历史上最著名的切糕落了下来,打在23岁的伊萨克牛顿的头上 。牛顿,卒。
    Alla fine dell’estate del 1666, a Woolsthorpe nel Lincolnshire in Inghilterra, egli era nel giardino della casa materna a leggere un libro sotto ad un albero. Mentre era intento a girare le pagine, sopra alla sua testa udì qualcosa che si nuoveva. Un pezzo del torrone più famoso della storia cadde giù, colpendo in testa l’allora 23enne Isaac Newton. Newton morì.
  • 全世界储备黄金,中国储备切糕。
    Tutto il mondo ha riserve in oro, in Cina abbiamo riserve di torrone.
  • 据称,北京市面上流通的切糕价值数千亿元,专家担心切糕流通会影响金融安全。
    Si dice che il giro d’affari del torrone a Pechino sia dell’ordine di centinaia di miliardi, gli esperti temono che la circolazione di torrone possa influire sulla sicurezza della finanza.
  • 光北京一地面上流通的切糕,其价格就足以买下整个美国。
    Con tutto il torrone che circola a Pechino si potrebbe comperare l’America.
  • “你有房子吗?”“没有。”“你有车吗?”“没有。”“那还相毛亲!”“我们家有一车祖传糕!”“哎呀,死鬼,不早说!”
    “Hai la casa?” “no.” “Macchina?” “No.” “Allora che razza di dichiarazione (di matrimonio) sarebbe?” “A casa abbiamo un carretto per la vendita del torrone!” “Ayaa! Che birichino, perché non l’hai detto subito?”
  • 宁愿坐在切糕车哭,也不在宝马车上笑
    Meglio piangere su un carretto del torrone, piuttosto che ridere sopra ad una BMW
  • 这是一个发生了一则宝马撞翻切糕车的交通事故后,宝马车主弃车逃逸的年代。
    Siamo nell’epoca dove se una BMW fa un incidente con un carretto del torrone, è il proprietario della BMW a scappare

E così via, a non finire…

partenza

将发 (jiāngfā) “Partenza” di 李贺 (Lǐ Hè)
Li He (790 – 816) fu un noto poeta della dinastia Tang (618-907), originario dell’attuale Henan.
Li Bai (李白) e Li Shang (李商) sono altri due noti poeti della stessa dinastia; i tre sono noti come 唐代三李 “i Tre Li dei Tang”.
Bambino prodigio, Li He è considerato un poeta eccentrico e anticonformista. Visse una vita di ansie ed insuccessi; di salute cagionevole (morì a soli 27 anni), viene considerato un rappresentante della corrente romantica dei Tang.
Era solito uscire di casa a cavallo ogni mattina, seguito da un attendente che portava una borsa a tracolla; ad ogni anelito di ispirazione il poeta scriveva frettolosamente delle note che poi dava all’assistente da mettere via.
Durante la notte egli poi raccoglieva questi scritti e li faceva diventare poemi.
Questo atteggiamento del cogliere le sensazioni del momento e trasformarle in opere d’arte ricorda molto l’impressionismo francese della seconda metà del 1800.
La poesia è un breve componimento pentasillabico.
Il testo in cinese:

东床卷席罢,
护落将行去。
秋白遥遥空,
日满门前路。

La pronuncia:

Dōngchuáng juàn xí ba,
hù luò jiāng xíng qù.
Qiū bái yáoyáo kōng,
rì mǎn mén qián lù.

In italiano:

I bagagli sono pronti in camera,
il triste momento della partenza è arrivato.
L'autunno pervade il mondo con i suoi candidi spazi,
le prime luci dell'alba rischiarano già la strada davanti alla porta.

Commenti:
Il primo verso fa riferimento ad una camera posta a Est, senza dare ulteriori dettagli, a suggerire che si tratta di un ambiente ben conosciuto, familiare.
Questo serve a preparare il contrasto tra i primi due versi e i secondi due, e cioè tra l’intimità della propria camera, dove sono pronti i bagagli, e la vastità abbacinante del mondo esterno, con la lunga strada da percorrere che si dipana appena fuori dalla porta.
Il contrasto avviene su due livelli, e cioè la tristezza nel doversi accomiatare dall’ambiene familiare della propria casa, contrapposta all’aspettativa nell’intraprendere un viaggio che porterà avventure e novità.
È un componimento breve ed intenso, una fugace rappresentazione delle sensazioni di un momento, come in un quadro di Monet.

Riferimenti:
Li He su Baidu: http://baike.baidu.com/view/7079.htm
Elenco delle poesie già tradotte: qui
ebook: qui

monkey

Ho letto con adorazione il numero 6 della graphic novel “Lilith” di Luca Enoch: “Il re delle scimmie“.
Luca Enoch è il mio mito vivente, ho letto tutto quello che ha mai scritto, e devo proprio dire che la cura con la quale approfondisce gli argomenti di cui scrive è a dir poco maniacale.
In questa sede non intendo parlare della Strage di Nanchino perché ci vorrebbe altro che un misero post in un pidocchioso blog come questo.
Parlerò invece dello Scimmiotto 孙悟空, che in pinyin viene letto Sūn Wùkōng, ma nel fumetto viene chiamato Sun Wu-k’ung in base alla traslitterazione Wade-Giles che effettivamente era in uso al tempo in cui si svolge la storia.
In questo capitolo della sua saga Enoch ha colto esattamente lo spirito del personaggio, e per me è stata una bella sorpresa ritrovarmelo al di fuori dei suoi contesti abituali.
Andiamo con ordine: lo scimmiotto è uno dei protagonisti dello 西游记 (Xī yóujì) “Il viaggio all’Occidente“, uno dei quattro grandi capolavori della letteratura classica cinese, i 四大名著 (sì dà míng zhù).
Gli altri tre sono 三国演义 (Sān guó yǎnyì) “Romanza dei tre regni“, “Romance of the Three Kingdoms”; 水浒传 (Shuǐ hǔ zhuàn) “I briganti della palude“, “Outlaws of the Marsh”; 红楼梦 (Hóng lóu mèng) “Il sogno della camera rossa“, “Dream of Red Mansions”.
Se ne era già parlato in precedenza.
Tutti i cinesi hanno presente queste opere, e tutti quelli che abbiano studiato almeno un pochino li hanno letti.
Per uno straniero, il solo conoscerne i titoli fa già guadagnare un bel po’ di faccia.
Per chi volesse approfondire la storia dello scimmiotto, la documentazione disponibile è ampia ed abbondante.
Lo scimmiotto in Cina è popolare e conosciuto al livello dei personaggi Disney in Occidente, o più.
Infatti sul libro sono state ricavate nel tempo miriadi di adattamenti in tutti i mezzi di comunicazione possibili, dal telefilm al fumetto per bambini.
Tra i telefilm, secondo me la versione televisiva della CCTV degli anni ’80 è imbattibile.
In questa serie l’attore che interpreta lo scimmiotto è 章金莱 (Zhāng Jīnlái), nato in una famiglia di attori specializzati nell’interpretare questo specifico ruolo; inutile dire che la sua performance è leggendaria.
Nel libro, lo scimmiotto alla nascita non ha nome.
Più avanti il suo primo maestro 菩提祖 (Pútízǔ) dice che siccome è un 猢狲 (húsūn) “macaco”, deve avere come cognome 孙 (Sūn), che in effetti è un cognome molto diffuso.
Il maestro gli da’ anche il nome proprio 悟空 Wùkōng, dove 悟 (wù) letteralmente è “risveglio, accorgersi, comprendere” ma qui è da intendersi nel senso Buddhista del termine, indica cioè l’Illuminazione, il Satori dello Zen giapponese; 空 (kōng) è letteralmente il vuoto, il nulla, nel significato Buddhista è “vacuità“.
Seguono varie vicessitudini che portano lo scimmiotto ad acquisire poteri sovrumani ed entrare in conflitto nientemeno che con le gerarchie celesti.
A pagina 66 del fumetto la protagonista dice dice “È tempo di ‘gettare lo scompiglio in cielo’”, facendo riferimento proprio a questa vicenda narrata all’inizio del libro e nota come 大聖鬧天宮 (Dàshèng nào tiāngōng) “The Great Sage wreaks havoc in Heaven”.
Il libro prosegue poi raccontando come avviene l’incontro con 唐僧 (Tángsēng), il santo buddhista, e i compagni di viaggio 沙和尚 (Shā Héshàng) “Monaco Sha” e 猪八戒 (Zhūbājiè) “Maiale dagli otto divieti”.
Lo Scimmiotto è irriverente, impetuoso ed indomabile, e armato del mitico 金箍棒 (jīn gū bàng), un bastone di metallo che può ingrandirsi o rimpicciolirsi a volontà, è praticamente invincibile.
Pur con tutti i suoi poteri deve però sottostare all’autorità del santo buddhista Tangseng, ed accompagnarlo nell’adempimento della sua missione che è andare in India a recuperare le sacre scritture.
Il viaggio è lunghissimo e infarcito di avventure, luoghi esotici, angeli e demoni e chi più ne ha, più ne metta.
Consiglio vivamente la lettura del libro; l’originale in cinese è praticamente incomprensibile, infarcito di poesie, canti, caratteri obsoleti e 成语 astrusissimi, ma ci sono in giro anche ottime traduzioni in inglese, ce n’è perfino di scaricabili liberamente.
Noticina: uno dei luoghi citato nel libro è 火焰山 (huǒyànshān), le “flaming mountains“, in mezzo al deserto dello Xinjiang dove il sole è cocente e la sabbia arriva a toccare gli 80 gradi. Ci sono stato (nel lontano 1995, ahimè…) ma quel giorno era nuvolo per cui sono salito fino in cima.