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numeri 4

January 30th, 2007

Si potrebbe pensare che tutto questo sia sufficiente, e invece no!
Quando c’è bisogno di numerare degli elenchi, intervengono i 10 “Heavenly stems” e i 12 “Earthly branches”.
Ecco i 天干 (tiāngān), noti come “Heavenly Stems”:

  1. 甲 (jiǎ)
  2. 乙 (yǐ)
  3. 丙 (bǐng)
  4. 丁 (dīng)
  5. 戊 (wù)
  6. 己 (jǐ)
  7. 庚 (gēng)
  8. 辛 (xīn)
  9. 壬 (rén)
  10. 癸 (guǐ)

Ecco i 地支 (dì zhī) “Earthly Branches”:

  1. 子 (zǐ)
  2. 丑 (chǒu)
  3. 寅 (yín)
  4. 卯 (mǎo)
  5. 辰 (chén)
  6. 巳 (sì)
  7. 午 (wǔ)
  8. 未 (wèi)
  9. 申 (shēn)
  10. 酉 (yǒu)
  11. 戌 (xū)
  12. 亥 (hài)

Si è già parlato dell’utilizzo di questi elenchi nel post sul calendario e in occasione di una barzelletta.
Ultima osservazione: quando si elencano le cifre dei numeri del telefono, camere d’albergo etc…, “uno” si dice “yāo” e “zero” si dice “líng” oppure “dōng”.
Basta, lasciamo stare i gesti con le mani se no non finisco più; è sufficiente fare una ricerca su internet con “chinese number gesture”.

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numeri 3

January 23rd, 2007

Il post precedente avrà lasciato tutti con il fiato sospeso: come si leggerà “2006″?
Ecco quindi fare il suo trionfale ingresso il carattere 零 (líng), convenientemente contrassegnato anche con il simbolo 〇, per cui 2006 si legge “èr líng líng liù”.
Questo carattere introduce anche il discorso dei 大些 大写 (dàxiě), che si usano negli assegni proprio come noi scriveremmo “diecimilatrecentocinquanta”.
Si tratta di una forma complicata dei numeri tradizionali: 零 (líng, “zero”); 壹 (yī, “uno”); 贰 (ěr, “due”); 叁 (sān, “tre”); 肆 (sì, “quattro”); 伍 (wǔ, “cinque”); 陆 (lù, “sei”); 柒 (qī, “sette”); 捌 (bā, “otto”); 玖 (jiǔ, “nove”), e a seguire poi 拾 (shí, “dieci”); 佰 (bǎi, “cento”); 仟 (qiān, “mille”); stranamente 万 è uguale, così come 亿, ma 元 si scrive 圆, mentre 角 e 分rimangono uguali.
Il sistema descritto appartiene alla famiglia dei sistemi addizionali, come i numeri romani.
Va da sé che con questi numeri non si poteva fare tanta aritmetica: serve infatti un sistema posizionale.
Appena possibile i cinesi hanno quindi adottato in toto i numeri arabi, che sono gli stessi che usiamo noi, e vengono pronunciati esattamente come i numeri tradizionali.
Quindi, riassumendo: in Cina i numeri arabi vanno benissimo per fare i conti, ma appena si richiede un minimo di rispetto o cortesia si passa ai numeri tradizionali, e per gli assegni si usano le forme 大写.

Continua…

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classifica

January 16th, 2007

Una delle domande più difficili è “Ma tu quanti caratteri conosci?”
In realtà questa è una domanda che non ha proprio senso, perché è proprio sbagliato il verbo “conoscere”: infatti si presuppone una conoscenza del tipo sì/no, mentre la realtà è (come sempre) ben più variegata.
Ecco il mio elenco dei livelli di conoscenza dei caratteri cinesi:

  1. Lo sai scrivere, conosci anche l’eventuale forma tradizionale, sai dare 5-6 esempi di parole che lo contengono, e almeno uno 成语 oppure titolo di classico. (esempio: 国/國:国家,德国,我国,国王,三国演义)
  2. Lo sai leggere e scrivere con disinvoltura, e dici anche “X-Y 的 X”. (es: 电, 电话)
  3. Lo riconosci quando lo vedi scritto, e dopo due o tre tentativi suscitanti l’ilarità generale, riesci anche a scriverlo. (缆)
  4. Lo riconosci quando lo vedi scritto, sai fare uno scarabocchio che ne richiama la forma generale. (es. 宽)
  5. Lo riconosci ma non lo sai scrivere.(歉)
  6. Sai come si pronuncia e come si scrive, ma non sai cosa vuol dire (Tipico dei nomi di persone, come 辉)
  7. Lo confondi sempre con altro (o altri). (捡,检 ; 型,坚)
  8. Quando lo senti dici subito “X-Y 的 X” ma hai solo una vaga idea di come si scriva. (球)
  9. L’hai visto un sacco di volte, lo hai cercato sul dizionario altrettante volte, ogni volta ti sei dato del pirla perché è proprio ovvio, eppure ogni volta ti frega. (偷)
  10. Sei sicuro di averlo già visto ma proprio non ti viene. (棒)
  11. Ti sembra di averlo già visto. (罩)
  12. Mai visto. (屉)
  13. Questo sarebbe un carattere? (es. 赵)
  14. (Benigni in “Il mostro”): EEEEHH? (es. 眄)

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numeri 2

January 12th, 2007

Le cifre del post precedente sono nove, e manca lo zero: infatti gli antichi cinesi non si sono dati la briga di inventarlo (e nemmeno noi intelligentoni europei: sono stati gli arabi (gli americani non c’erano ancora, se no l’avrebbero inventato loro (anzi l’avrebbe inventato un arabo emigrato in America ;-)))
“dieci” in cinese si dice 十 (shí): “tredici” si dice 十三 (shísān), “venti” si dice 二十 (èrshí), “quarantotto” si dice 四十八 (sìshíbā) e così via.
Allo stesso modo si usano 百 (bǎi) “cento” e 千 (qiān) “mille”: per esempio, 5341 si dice “五千三百四十一” (wǔqiān sānbǎi sìshíyī).
Prima seccatura: dopo 千 (qiān) “mille” c’è 万 (wàn) “diecimila”.
“Che comodità!”, diranno i miei piccoli lettori, fino a quando si troveranno a dover dire “un milione” e scopriranno che si dice 一百万 (yībǎiwàn), mentre “centomila” si dice 十万 (shíwàn).
Non è una cosa da sottovalutare, perché noi siamo abituati a contare mille per mille, mentre se voglio dire “20.000″, uscirsene con 二十千 (èrshíqiān) sarebbe un grossolano errore: si dice 两万 (liǎngwàn).
Più avanti troviamo 亿 (yì) “cento milioni”: sui moduli degli sportelli bancari le colonne da riempire sono contrassegnate così: 亿千白十万千白十元角分, dove 角 (jiao) è un decimo di 元 e 分 (fēn) è un centesimo.
Gli anni non si pronunciano come se fossero numeri: non si traduce letteralmente 1968 con 一千九百六十八, a meno che si voglia uccidere qualcuno dalle risate.
Si usano invece le singole cifre, si scrive 1968 年 e si legge “yī jiǔ liù bā”.

Continua…

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numeri 1

January 10th, 2007

L’inquietante verità sui numeri cinesi!
Non è la prima, e nemmeno la seconda, ma in genere quando parlo con qualcuno prima o poi mi arriva questa domanda: “I numeri cinesi sono uguali ai nostri?”
Il quesito è imbarazzante perché “dipende”, non è molto soddisfacente come risposta.
Ora però posso portarmi in giro dei foglietti con su l’indirizzo di questo post, così da risparmiarmi estenuanti spiegazioni.
Partiamo dai numeri tradizionali: 一 (yī, “uno”); 二 (èr, “due”); 三 (sān, “tre”); 四 (sì, “quattro”); 五 (wǔ, “cinque”); 六 (liù, “sei”); 七 (qī, “sette”); 八 (bā, “otto”); 九 (jiǔ, “nove”).
Questi sono i numeri cardinali: si usano per esprimere una successione: “uno, due, tre, …”
I numeri ordinali sono uguali tranne per il due, che diventa 两 (liǎng).
Per esempio: “due libri” è “两本书” e non “二本书”.
Prima di ridere, osserviamo un minuto di silenzio per chi studia giapponese, lingua che osserva una netta distinzione tra ordinali e cardinali per tutti i numeri.
E per altre lingue è ancora peggio!

continua…

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filastrocca

January 3rd, 2007

Vorrei aprire l’anno con una filastrocca per bambini molto carina:

  1. 汉子我在马路边捡到一分钱,
    把它交到警察叔叔手里边,
    叔叔不要钱,对我把头点,
    我高兴地说了声,叔叔再见!
  2. 拼音wǒ zài mǎ lù biān jiǎn dào yī fēn qián,
    bǎ tā jiāo dào jǐng chá shú shú shǒu lǐ biān,
    shú shú bú yào qián, duì wǒ bǎ tóu diǎn,
    wǒ gāo xìng dì shuō le shēng shú shú zài jiàn!
  3. In strada ho trovato un centesimo,
    lo consegno al poliziotto e lo appoggio vicino alla sua mano,
    lui non vuole i soldi, annuisce,
    io contento dico: “arrivederci!”

Note:

  • 捡到: raccogliere
  • 一分钱: un centesimo di 元, pari a circa un millesimo di euro. Non vale niente nemmeno in Cina.
  • 警察: poliziotto
  • 叔叔: letteralmente “fratello minore del padre”, usato dai bambini per rivolgersi ad un adulto
  • 手里边: non è proprio correttissimo, ma si dice così per ragioni prosodiche
  • 点头: annuire

E per chi ha resistito fino a qui… SORPRESONA!
C’è anche l’MP3!

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Spam jap

October 19th, 2006

Era da un po’ che non mi arrivava una spam giapponese… eccola qua:

もう熟女の時代は終わり!
今は、可愛い・美人、ロリ系などの若い子が流行り!
新鮮で綺麗なピンクのクリにマンコがやっぱりいい!
激しいエッチ希望の人はコチラ!!!

http://un.sito

Il testo esordisce con un misterioso 熟女; ebbene, il carattere 熟 ha un’infinità di significati:

  1. 熟 (つくづく) completamente
  2. 熟す (こなす) frantumare
  3. 熟れる (うれる) e 熟す (じゅくす): maturare, 熟れ (うれ): maturità
  4. 熟し (こなし) portare

per non parlare dei composti, tra cui citerei 熟語 (じゅくご) “frase idiomatica”, da cui i famigerati 四字熟語 (よじじゅくご), i 成语 (chéngyǔ) giapponesi.
I numerosi riferimenti a “maturo” mi hanno portato a pensare che 熟女 sia un modo di indicare una donna negli “-anta”.
La conferma l’ho avuta da un articolo in cinese, dove si parla proprio di questa parola: “熟女”一词是从日本娱乐界流传过来的词汇 (“shú nǚ” yī cí shì cóng Rìběn yūlèjiè liúchuán guòlai de cíhuì) “‘熟女’ è una parola derivata dal mondo dell’entertainment giapponese.”
Non mi azzardo ad indicare una possibile pronuncia giapponese, ma ecco che le nebbie dell’ignoranza si dissolvono almeno in parte, e la frase もう熟女の時代は終わり diventa “L’era delle donne di mezz’età è già finita”.
Si prosegue alla grande con ロリ系.
Cercando questa parola su internet saltano fuori montagne di copertine di DVD porno, per cui immagino che si tratti di qualcosa di abbastanza sconcio.
ロリ potrebbe essere l’abbreviazione di ロリコン “Complesso di Lolita”, cioè l’attrazione per le donne molto giovani; in effetti visto il tono della spam, ci potrebbe anche stare.
Poi 系 (けい) potrebbe stare per “linea”, nel senso di linea di discendenza, per cui potrebbe essre “Le lolite”.
Per cui azzarderei a tradurre questa frase: 今は、可愛い・美人、ロリ系などの若い子が流行り in questo modo: “Oggi, vanno di moda donne giovani, carine e amabili, lolite eccetera “.
Segue una frase abbastanza oscena che inneggia a delle castagne fresche e rosa in relazione ad una parola irripetibile.
Almeno, penso che クリ sia 栗 (くり) “castagna”.
La degna conclusione incita a dirigere le proprie energie in eccesso sul sito citato di seguito.

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HSK

October 17th, 2006

Dei begli eserciziotti dell’HSK.

  1. 爸爸说弟弟 [ A ] 去 [ B ] 游泳池 [ C ] 练习游泳 [ D ],床上是学不会的。[应该]
  2. 世界上许多国家的国徽图案不仅设计得精美 [ A ] 奇特, [ B ] 写有 [ C ] 意义深刻、 [ D ] 给人启发的格言 [而且]
  3. 30多 [ A ] 岁 [ B ] 的人了,性格变 [ C ] 不了 [ D ] 。 [了]
  4. 既然雨 [ A ] 下得这么大,那 [ B ] 咱们 [ C ] 改天, [ D ]再见面吧。 [就]

Vocaboli:

  • 游泳池 (yóuyǒngchí): piscina
  • 练习 (liànxí): pratica, far pratica, esercitarsi
  • 床上 (chuángshàng): a letto
  • 世界上 (shìjiè shàng): al mondo
  • 国徽 (guóhuī): simbolo di una nazione
  • 图案 (tú’àn): disegno, modello
  • 不仅 (bùjǐn): non solo
  • 设计 (shèjì): disegno, piano
  • 精美 (jīngměi): squisito, elegante
  • 奇特 (qítè): peculiare
  • 意义 (yìyì): giustizia
  • 深刻 (shēnkè): profondo
  • 启发 (qǐfā): illuminare, stimolare
  • 格言 (géyán): motto, massima
  • 性格 (xìnggé): natura, carattere, disposizione, temperamento
  • 既然 (jìrán): adesso che, siccome
  • 改天 (gǎitiān): qualche giorno
  • Risposte:

    1. A
    2. B
    3. D
    4. C

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Pu Yi

October 16th, 2006

Parlando di cinesi famosi non ci si può esimere dal citare l’ultimo imperatore, 末代皇帝 (mòdài huángdì).
Il suo nome era 溥儀 (Pǔ Yí) “Pu Yi” (1906 – 1967), l’ultimo erede della 清朝 (Qīngcháo) “dinastia Qing”. Fu incoronato imperatore nel 1908 e regnò (teoricamente, perché al momento dell’incoronazione aveva 2 anni) fino al 1912; poi fu imperatore non regnante fino al 1924.
Più tardi, tra il 1934 e il 1945, fu proclamato imperatore Kangde (康德皇帝, kāngdé huángdì) del Manchukuo 满洲国 (Mǎnzhōuguó), lo stato fantoccio voluto dai giapponesi nel 1932 dopo avere invaso la Manciuria.
Aveva un fratello minore: Pu Xuezhai 溥雪齋 (Pǔ Xuězhāi); ebbe cinque tra mogli e concubine, tra cui le più importanti furono Wan Rong 婉容 (Wǎn Róng), con il titolo di imperatrice, e Li Shu Xian 李淑賢 (Lǐ Shūxián).
Wan Rong nacque nel 1906, divenne tossicodipendente da oppio e morì in prigione nel 1946.
Chi non ha visto il film di Bertolucci del 1987? Per la cronaca, il personaggio inglese che faceva da maestro a Pu Yi si chiamava Reginald Johnston, e fu l’unico straniero ad essere mai ammesso alla corte privata dell’imperatore.
Pu Yi morì nel 1967, il suo corpo venne cremato e le sue ceneri vennero poste a Pechino nel cimitero 八宝山革命公墓 (bābǎoshān gémìng gōngmù). Ironia della sorte, prima della rivoluzione il mausoleo era un cimitero per concubine e eunuchi imperiali.

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hsk

October 10th, 2006

Un bell’esercizio preparatorio per l’HSK: dove va inserita la parola 毕业 (bìyè) “laurearsi”?

我和他 A 是 B 同时 C 从这个学校 D 的。

Risposta: D

Note:

“毕业” è un verbo intransitivo, per cui non si può dire “他毕业大学 “, ma si può dire soltanto “他大学毕业 “.
Il sintagma preposizionale che indica tempo o luogo comunemente si mette prima di “毕业 “, tuttavia, nel linguaggio scritto, tale sintagma si può mettere anche dopo “毕业”, come nei seguenti esempi:

  1. 李明先生毕业于 1952年
  2. 李明先生毕业于北京大学

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