esperto

In Italia e penso in tutto il mondo è sempre esistito lo stereotipo del cinese che inizia le frasi con “Confucio dice” (孔子曰 Kǒngzǐ yuē, e attenzione a non confondere 日 con 曰).
È vero che in questi ultimi anni Confucio è tornato di moda in Cina, grazie ad alcuni divulgatori moderni, prima tra tutte la mitica 于丹 (Yú Dān).
Però oggi nessuno in Cina dice “Confucio dice”, per ragioni secondo me solidissime.
Il fatto è che la cultura e tradizione confuciana sono talmente insite nell’animo dei cinesi e della loro società, che non c’è nessuna necessità di dirlo.
Comunque il bisogno di riferirsi ad una autorità superiore è sempre presente; in fondo siamo tutti umani, no?
Ecco quindi che fa la sua comparsa lo “scienziato cinese”, o “esperto”.
Questa fantomatica figura può spuntare all’improvviso in qualsiasi conversazione, ispirandosi alle peggio leggende metropolitane e facendole assurgere al livello di verità incontrovertibili.
Oggigiorno i cinesi hanno facile accesso a una quantità di informazioni, e non voglio stare a discutere di censura eccetera perché non è questa la sede adatta. Io mi riferisco alla quotidianità, ai forum di cucina su internet, alle riviste sulle bancarelle, ai programmi che ascolto alla radio quando vado in ufficio la mattina in macchina.
Cito un esempio che ho vissuto sulla mia pelle quando cercavo casa: la regola del settimo piano.
Non si sa quale “scienziato cinese” ha stabilito che le polveri del traffico stradale vengono portate dal vento e si depositano al settimo piano dei palazzi.
Quale scienziato? Come è arrivato a questa stupefacente conclusione?
Perché non il sesto o l’ottavo?
Differenti esposizioni ai venti o ai punti cardinali possono cambiare questa triste condizione?
Palazzi in centro oppure in periferia? Mare e montagna?
Nessuna osservazione ha potuto far tentennare la granitica convinzione della mia amata moglie, inammovibile come il dente del giudizio nella mascella di un caimano.
A questo aggiungiamo che il quarto piano è proibito perché il numero 4 porta male, e così pure il 14 e il 24, poi il 13 e il 17 portano male in Occidente, il primo e il secondo sono troppo bassi, l’ultimo piano no perché d’estate fa troppo caldo, eccetera.
Ecco qui un delizioso quadretto della Cina di oggi: sapienza antica, scienza moderna, superstizioni, influssi dall’occidente, tutto assieme.
Per la cronaca, alla fine abbiamo messo su casa al sesto piano.
Se ne sentono di tutti i colori: l’”esperto (专家 zhuānjiā)” ti dice a che temperatura devi mettere il condizionatore la notte e per quante ore lasciarlo acceso; cosa come e quando mangiare in base alla stagione; se devi tenere in braccio tuo figlio verticale oppure orizzontale, &c.
Il tutto condito con la solita retorica pseudocomunista, ragionamenti da vecchie comari e prove del nove del tutto tautologiche.
Però non c’è niente da fare, anche quando riesci a stringere il tuo interlocutore in un angolo e a dimostrare che sono tutte fanfaluche, questo assume un’aria contrita, come se stesse contemplando la rovinosa caduta di tutti i valori nei quali aveva creduto per tutta la vita, primo fra tutti che la Cina di oggi sta per fare finalmente vedere i sorci verdi a tutte le altre nazioni del mondo.
Non c’è soddisfazione in una vittoria del genere, e soprattutto non vale la pena prendersela per qualcosa che ti potrebbe mettere il bollino di “critico nei confronti della gloriosa superiorità della Terra di Mezzo”.
Per cui quando qualcuno se ne esce con “L’esperto dice…” incomincio subito ad annuire e magari poi dico “Ma sai che noi in Occidente non ci avevamo mai pensato?”

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