Offerta di lavoro! ;-)

Prestigiosa azienda del settore metalmeccanico cerca per il proprio stabilimento in Cina una figura di Direttore Tecnico con funzioni di responsabile acquisti, business controller, sales e production manager.
Il candidato ideale avrà maturato un’esperienza ventennale nella direzione di aziende del settore, e saprà presentare solide referenze e prove incontrovertibili di aver saputo rivoltare intere aziende come calzini portandole in poche settimane da una situazione di perdita cronica ad una posizione di leadership internazionale disponendo di budget zero, mercato inesistente e dovendo rimediare ai gravi errori di gestione delle precedenti gestioni.
Sono richieste eccezionali doti di leadership non solo per convincere i 24 dipendenti a lavorare sottopagati ma più che altro convincere i fornitori cinesi a consegnare quantità risibili di componenti di una complessità barocca in tempi record e qualità sublime a prezzi ridicolmente bassi.
Verranno valutati candidati di madrelingua italiana; è inoltre richiesta la conoscenza fluente della lingua inglese e la padronanza del cinese parlato e scritto.
Contratto cinese di un anno ma con periodo di prova di 6 mesi, preavviso di 6 mesi, patto di non concorrenza di due anni, retribuzione di sicuro interesse che potrà arrivare a vette di 10mila RMB (lordi) mensili, con benefit (forse)(anzi no).
Gli interessati possono anche fare a meno di mandare il curriculum perché dopo attente valutazioni verrà assunto uno stagista ventenne che verrà spremuto come un limone e al quale verranno poi addossate tutte le colpe delle ovvie catastrofiche conseguenze.

Pro/Con 2

Pros and Cons of being Chinese!
Infographic #2.

Wonderful technology

This is the catch

No need here to list the many wonders of the modern smartphones.
Some people even make a living with their phones by selling stuff.
The stuff is paid using some app, then that app can be used to buy some other stuff (possibly a new smartphone).
The circle is complete.
Friends (that are never met in person), books, movies, business, money, love, entertainment, you name it; you can have everything in that f*****g smartphone.
(Not a Chinese invention, tho.)

Barza cinese

记者:大爷,如果你有十亩地,愿意把一半的收成献给党吗?
大爷:我愿意!
记者:那如果是两栋别墅,你愿意献出其中一栋吗?
大爷:愿意!
记者:如果有两部车呢?
大爷:愿意!
记者:那中一百万元大奖呢?
大爷:愿意!
记者:有两头牛呢?
大爷:不愿意!!!
记者:为啥田、别墅、车和奖金都愿意,牛倒不愿意呢?
大爷:我真的有两头牛!

Reporter: Nonno, se tu avessi 10 mu* di terra, ne doneresti metà al Partito?
Nonno: Certo che sì!
Reporter: E se avessi due ville, ne doneresti una al partito?
Nonno: Certo!
Reporter: E se avessi due macchine?
Nonno: Sì!
Reporter: E metà di un premio di un milione di RMB?
Nonno: Sì!
Reporter: E se avessi due mucche?
Nonno: No.
Reporter: Ma perché? Terra, ville, macchine, premi sì, e le mucche no?
Nonno: Perché due mucche le ho davvero…

*Un MU equivale 666.6 mq

Infographics 1

Hi all, welcome to the first installment of “China in infographics”!
Today’s rant is about traffic rules (or the complete ignorance about those).
Please consider the situation depicted in the following picture:

the problem

The picture shows a bus stop, where people get off the bus at point A.
Suppose you have to go from point A to point B.
What would you do? Probably something like this:
common sense

Now, imagine you are driving a car in China.
You are approaching a bus stop, and you are preparing to overtake the but that has just stopped.
You don’t want to roll over anyone, so you are thinking: “People are stepping off the bus, but I am driving a car, they don’t want to be hit, they’ll be careful, I don’t have to worry.” Right?
Wrong.
This is what EVERYONE will do:
common sense

The won’t look before crossing, and generally won’t give a sh*t if you screech your tires to halt, honk, flash lights, yell or similar.
Only if you succeed in cornering one so that he has no way to continue walking, then he will stop abruptly as if a sinkhole just opened in front of him.
Then he’ll pull a bewildered face, look around (but not at you) and then continue in another direction, just like a zombie or an automatic sweeping robot.
So, dear wimpy white man, be warned!
Chinese people have Important Business To Do, they don’t have time to follow stupid traffic rules.
YOU oughta, though.
Happy driving!
Goodbye to the next installment of “China in infographics”!

Chocoreto

Anno 2003: l’estate più calda a memoria d’uomo.
Vecchietti ritrovati seduti sulle panchine dei parchi disseccati come mummie egizie; tordi caduti dal cielo già arrostiti; galline che facevano le uova già sode; sono sicuro che tutti ricorderete questi storici avvenimenti.
All’epoca abitavo a Milano vicino a Piazzale Loreto, un’arena di asfalto che già normalmente assorbe efficacemente i raggi solari di giorno per poi rilasciarli durante la notte, garantendo così un caldo africano 24/7.
L’idea geniale quell’anno era stata di andare in vacanza in Giappone, fuggendo da quell’infernale calura per un intero mese.
Chiaramente appena uscito da Narita fui immediatamente assalito da una cappa di umidità e calura tali da fare sospettare che l’aereo fosse stato malauguratamente dirottato nel Congo Belga.
Grazie (o nonostante) la mia allora quasi inesistente conoscenza degli ideogrammi, riuscii a capire dai titoli dei giornali che quell’anno la stagione delle piogge si era rivelata alquanto anomala.
La suddetta stagione è caratterizzata da quotidiani scrosci di pioggia (calda) e normalmente si conclude a metà Luglio.
Ebbene, quell’anno i kami avevano decretato di protrarla per tutto Agosto, coprendo completamente tutta la mia permanenza.
Frequentavo un corso estivo di lingua giapponese e nel tempo libero mi feci quindi una cultura di musei, centri commerciali e negozi vari.
Tra questi non poteva mancare una visita a Akihabara, dove rimasi fulminato da un palazzone di 7 piani strapieno di ogni possibile oggetto di merchandising di qualsiasi serie animata anime o videogioco mai prodotto.
Comperai dei pupazzetti di Totoro, qualche regaluccio per amici e qualche carabattola che poi buttai in valigia.
Fast forward fino al 2015: dopo innumerevoli accadimenti tra cui traslochi, cambiamenti di lavoro, matrimonio, figli eccetera, da chissà dove spunta fuori una scatolina con delle scritte in giapponese, con dentro una bambolina in metallo tipo “Astro Boy“.
Non l’avevo mai aperta; la bambolina si vedeva da una finestrella in plastica trasparente.
Allora la lascio ai bimbi dicendo in tono paterno la solita baggianata del tipo “Questo giocattolo, il papà l’ha comperato in Giappone nel Giurassico”.
Giorni dopo, torno a casa in piena notte da non ricordo dove.
Su di un tavolo vedo una ciotolina con dentro delle palline di cioccolato, e chiaramente senza pensarci due volte me le ingollo prontamente. Sanno vagamente di frutta.
La mattina dopo chiedo alla moglie: “Da dove arrivavano quelle palline di cioccolato che mi avete lasciato ieri sera?”
“Stavano nel giocattolo che hai regalato ai bimbi. Non mi sono fidata a dargliele da mangiare perché hai detto che l’avevi comperato un milione di anni fa.”
Ugh… potenza dei conservanti!

Tè 2

A seguito del precedente post(piuttosto scolastico), ecco qualche pretty pic.

Piantagioni

Piantagione di tè

Piantagione di tè

Queste sono foto di piantagioni di tè. Esistono veramente, e sono pure andato a vederne qualcuna.
Se vicino a grandi città, possono esserci anche degli edifici contadini ristrutturati adibiti ad agriturismo, anche con camere per la notte.
Ottimi per gite fuori porta.

Piantagione di tè

Piantagione di tè

In alcuni casi i cespugli si susseguono a perdita d’occhio.
A volte invece si trovano solo poche piante abbarbicate sul fianco di una montagna. Dipende tutto dal territorio, chiaramente.

Piantagione di tè

Piantagione di tè

N.B. le piantagioni non sono mica tutte così idilliache; ho scelto le foto più belle per attirare “audience”.

Foglie

Foglie

Foglie di tè verde fresco pronte per il consumo

Tè nero

Mattone di tè nero

Il tè nero solitamente viene venduto in pani di varie forme, spesso con disegni ricavati da stampi.

Pane di tè nero

Tè nero da regalo

I blocchi di tè più belli (come chiamarli? mattoni?) vengono usati come regalo, soprammobile, fermacarte.

Pane di tè nero

Pane di tè nero per uso casalingo

Quelli di uso quotidiano sono solitamente senza nessun disegno e confezionati in carta semplice.

Confezione da regalo

Utilizzo del mattone di tè

Confezione da regalo

Un simpatico soprammobile

Consumo

Tutto il necessario

Tutto il necessario

Non c’è una regola fissa che dica come si beva il tè.

Catafalco 2

Catafalco 2

Si va dal semplice bicchiere ovunque capiti a dei catafalchi in legno scolpito, completi di sedie e canali di scolo per l’acqua.

Catafalco 1

Catafalco 1

Kung fu

Una menzione particolare merita la tradizione tipicamente contonese del 功夫茶 (gōngfūchá); sì, è proprio il “功夫” di “Kung fu“.
Su di un vassoio solitamente di legno vengono disposte delle piccolissime tazzine e una quantità di pinzette, spazzoline, cucchiaini, pennellini &c.
Il tutto poi viene adoperato con maestria in una specie di cerimonia il cui vero scopo è perdere una notevole quantità di tempo e nel frattempo chiacchierare, fumare, sputazzare per terra, risvoltarsi i pantaloni fino a metà coscia e la maglietta fino alle ascelle.

Gong Fu Cha

Gong Fu Cha


Gong Fu Cha

Gong Fu Cha


Gong Fu Cha

Gong Fu Cha


Gong Fu Cha

Gong Fu Cha


Gong Fu Cha

Gong Fu Cha


Gong Fu Cha

Gong Fu Cha

Stay tuned! Nel prossimo post, sconvolgenti rivelazioni riguardo alla preparazione della bevanda!

Parlando di Cina prima o poi bisogna per forza discutere di 茶 (chá) “tè”.
Il tè per i cinesi è una delle necessità fondamentali della vita, assieme al riso e al karaoke.
L’argomento è più che vasto, è vastissimo; è un mare magnum, un vaso di pandora di cultura e tradizione che una volta scoperchiato non finisce mai di stupire.
Il tutto nasce da una singola pianta, la “Camellia sinensis”; della famiglia delle Theaceae, in cinese 茶花 (chá huā), è un arbusto sempreverde che in autunno fa dei bei fiorellini bianchi.
La specie è una sola; ciò che differenzia una qualità di tè da un’altra sono le varietà della pianta, le modalità di lavorazione delle foglie, le caratteristiche della località di coltivazione e cioè clima, acqua, composizione e orientamento del terreno eccetera.
Questi fattori danno origine a un’infinità di tipi diversi.
In Cina si distinguono tre tipi di tè in base al tipo di fermentazione a cui viene sottoposto.

  • 绿茶 (lǜ chá) “Tè verde”, “Green tea”: dopo la raccolta le foglie vengono esposte al sole per qualche ora, poi scaldate al vapore, quindi asciugate in una varietà di modi. Non è previsto alcun tipo di fermentazione. Ricco di antiossidanti.
  • 黑茶 (hēi chá) Tè nero: dopo la raccolta le foglie vengono essiccate, poi arrotolate, essiccate di nuovo e quindi macerate. Avviene auindi la fermentazione (più precisamente: ossidazione enzimatica), poi una ulteriore essiccazione.
  • 白茶 (bái chá) Tè bianco: vengono usati i germogli anzichè le foglie, che vengono sottoposti ad essicazione naturale senza usare altre fonti di calore.

Detto questo, per ogni categoria ci sono delle varietà a seconda che la fermentazione sia fatta prima o dopo, per esempio:

  • 普洱茶 (pǔ’ěrchá) “Pu-erh Tea“; postfermentato (stagionato), venduto in pani circolari che bisogna spezzare e sbriciolare, si dice che aiuti a perdere peso e che faccia bene allo stomaco.
  • 乌龙茶 (wūlóngchá) “Oolong” o “Wulong“; semifermentato, dal dolce vagamente dolciastro.
  • 红茶 (hóng chá) “Tè nero“; fermentato, dal sapore forte, aiuta la circolazione.
  • 花茶 (huā chá) “Tè ai fiori“; praticamente una camomilla, senza teina o caffeina.

E questa è solo la prima pagina di una biblioteca dalle dimensioni spropositate che potrebbe essere scritta sull’argomento dei tè cinesi.
Non parliamo poi delle infinite specialità giapponesi, cito solo 抹茶 Matcha (rubbed tea), Gyokuro (玉露), Sencha (煎茶), Bancha (番茶), Houjicha (ほうじ茶), Genmaicha (玄米茶), poi ci sono le altrettanto innumerevoli specialità indiane, a via a seguire tutte le altre nazioni dell’Asia, non si finisce più.
Curiosità: il termine italiano “” pare sia derivato dall’inglese “tea“, a sua volta proveniente dalla pronuncia del carattere 茶 nel dialetto del 福建 (fú jiàn) “Fujian”.
Questo perché in tempi remoti i primi occidentali a venire a contatto con la portentosa bevanda furono degli inglesi capitati appunto nel Fujian.
In quasi tutte le altre lingue del mondo si dice Cha o Chai.